Gatti e cinema: Zorba de “La gabbianella e il gatto”

Gatti e cinema: Zorba de La gabbianella e il gatto

Ho amato il libro di Luis Sepúlveda Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare; ho apprezzato molto anche il film tratto dal libro – La gabbianella e il gatto – anche se continuo a preferire il libro.

La storia è nota: Kengah è una gabbiana che rimane invischiata in una macchia di petrolio nel mare di Amburgo; destinata a morire riesce a raggiungere un balcone, sul quale c'è Zorba, grosso gatto nero con una macchia bianca: Kengah affida al micione l'unico suo uovo, facendogli promettere di non mangiarlo, di averne cura finché non si schiuderà e, sfida ben più importante, di insegnare a volare alla gabbianella che nascerà. Zorba, fra mille difficoltà, terrà fede agli impegni e alla fine Fortunata – questo il nome della gabbianella orfana – riuscirà a volare, anche grazie a un umano particolare, un poeta.

La storia è delicata e commovente ed è un ottimo modo per guardare l'amore nella sua totalità, senza stupide divisioni di razze, generi, vissuti, come leggiamo nel libro: “È molto facile accettare e amare chi è uguale a noi, ma con qualcuno che è diverso è molto difficile”. Si tratta, in ultima analisi, di una sfida e di riuscire a superare i propri limiti:

Fallo per noi gatti. Non abbiamo mai volato: sii tu il primo gatto volante!

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