Cani morti a San Marino: è caccia al killer che ha agito anche durante la expo internazionale

È da rimanerci senza parole. La expo canina internazionale di San Marino è stata annullata per la morte di diversi cani per avvelenamento. Già da mesi nella Repubblica di San Marino avvenivano morti strane di cani, per bocconi avvelenati, ma quello che è accaduto tra ieri ed oggi è andato ben oltre. Dopo l'inizio della expo, che contava oltre 1500 cani iscritti, sono morti davanti agli occhi dei loro padroni due cani e si è venuto a sapere che già la sera precedente un altro cane era finito in clinica veterinaria, mentre decine e decine di cani si sono sentiti male nel corso della mattinata.

Già da giorni l'organizzazione e la gendarmeria sapevano della presenza di un vero e proprio killer degli animali che stava mietendo vittime, e che già aveva fatto strage dei cani dei residenti e di ignari turisti. Ma questo non ha fermato la macchina organizzativa che ha avvisato gli espositori con un semplice cartello che parlava di rischio di avvelenamenti e di tenere quindi il cane con museruola e sempre sotto osservazione. Cartelli così, senza un annuncio ufficiale, hanno lasciato tutti perplessi, al punto che gli espositori hanno deciso comunque di partecipare, pensando che gli avvelenamenti fossero dei casi sporadici successi in città.

Ma non è stato così. I residenti più premurosi, così come riportato in diverse dichiarazioni, hanno ammesso che ormai da tre mesi vengono avvelenati animali con una sostanza che si scioglie sull'erba e che quindi non è riconoscibile ad occhio nudo. La expo, insomma, era da evitare, risultando già dalle premesse a rischio strage. E purtroppo così è avvenuto. Una strage di innocenti. Dalle successive analisi degli animali morti si ipotizza si tratti di stricnina, una sostanza velenosissima, difficile da reperire soprattutto nelle grosse quantità in cui è stata sparsa per il campo di gara: un particolare che dovrebbe - si spera - aiutare la gendarmeria a trovare il colpevole. I risultati certi, comunque, si avranno ad inizio settimana.

Dichiara uno dei partecipanti alla expo:


“Arrivato a casa ora (17.00, n.d.r.) dopo 3 ore di viaggio per andare e 3 per tornare. Viaggio di ritorno che per fortuna ho effettuato col mio cucciolone a bordo, cosa che molti presenti all'expo di San Marino non hanno purtroppo potuto fare. Mi sento, a prescindere dall'autore materiale del gesto barbaro e criminale, di puntare il dito contro l'organizzazione perché non un solo appello è stato rivolto agli espositori durante la fase iniziale e successiva all'arrivo dei cani, se non quello rivolto esclusivamente ai giudici di ring volto ad avvisarli di rientrare in albergo, e perché nonostante i casi precedenti successi e avvisaglie che episodi del genere sarebbero potuti succedere in un'expo che richiama gente da tutta Europa, si sono si premuniti di stampare volantini e cartelli, ma non hanno pensato a vigilare e eventualmente pensare di trovare una sede alternativa all'evento, e nemmeno a diluire eventuali minacce chimiche con un'irrigazione della zona dei ring. Di andare via si è saputo per passaparola tra gli espositori e non dai microfoni ufficiali degli organizzatori”

E conclude:

“Io sicuramente non mi sento assolutamente tutelato a ritornare in quel posto insieme ai miei affetti. E penso che buona parte dei partecipanti di oggi faranno come me”.

La scena peggiore quella di un dalmata morto durante il giudizio sul ring e che ha visto la proprietaria cadere svenuta subito dopo il decesso dell'amico a quattro zampe.

La notizia sta scuotendo tutto il mondo cinofilo, che da 27 anni seguiva questa manifestazione, e che adesso chiede giustizia per gli animali morti e per quelli che per fortuna si salveranno dopo le cure, nonché vendetta verso il killer dei cani e chi ha permesso che agisse indisturbato durante una expo così importante a livello internazionale.

“L'ultimo pensiero - affermano gli espositori nei forum e su facebook - va a coloro che hanno perso i loro amati animali oggi e ieri (le stime ad ora parlano di 8 decessi, n.d.r.), possano trovare se non conforto dell'anima, quantomeno conforto nella giustizia istituzionale”.

È anche la nostra speranza.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: