Gattari da legare: Gli occhi del neofita

Un posto comodoA chi è gattaro di nascita fa sempre piacere osservare non dico l’iniziato, ma il neofita, che scopre il mondo felino: attraverso i suoi occhi vediamo per la prima volta un cucciolo che fa uno strano balletto al fratellino, un adulto che sonnecchia sotto i panni stesi ad asciugare, la gatta incinta che non vuole altro che farsi coccolare.

Mi è sempre piaciuto guardare la meraviglia per quei gesti che a noi oramai sembrano normali, perché mi fa innamorare ogni volta di questi splendidi animali. Finché il neofita non mi è capitato in casa. Torno la sera distrutta, e vorrei solo infilarmi a letto, vestita, truccata e con le scarpe. Il mio compagno però, da qualche giorno, ha scoperto i rituali del corteggiamento felino. Io non lo chiamerei “corteggiamento”: a occhio e croce, un gattone lamentoso cerca di montare una gatta che non fa altro che dargli zampate e minacciarlo.

Costretta a stare seduta in giardino senza muovermi per non disturbare i mici, devo stamparmi un sorriso sul viso che, dopo un po’, mi fa dolere i muscoli in quella che, a me, sembra una smorfia ebete. L’accompagnamento al dolore sono i vari “Oh! Hai visto?” e “Ferma, ferma, che li disturbi! Voglio vedere lui che fa!” della mia metà. A volte temo di pensare ad alta voce, e forse qualche “che fa? Lo castro con le mie mani se non la smette!” deve essermi uscito.

Ufficialmente, i gatti che bazzicano nel mio giardino sono di una famiglia di vicini, e non credo che siano molto sensibili al tema della sterilizzazione: in fondo, perché esserlo se c’è una gattara a 50 metri che li sfama e li cura? Magari staranno pensando “ma quand’è che quella ce li porta a sterilizzare?”

Foto | Flickr

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