Rogna nel coniglio: causa, sintomi e terapia delle diverse forme di rogna nei lagomorfi

La rogna è un problema che riguarda molti conigli, soprattutto quelli appena presi che andrebbero tenuti sotto osservazione per un certo periodo prima di farli entrare in contatto con gli altri animali.

Coniglio

Oggi parliamo di un argomento che interessa i proprietari di conigli: la rogna. Già solo parlarne di questo argomento ci fa venire il prurito, si tratta di una reazione psicosomatica, ma involontaria. Parecchi conigli soffrono di questi problemi, soprattutto quelli appena presi andrebbero tenuti in osservazione per un certo periodo di tempo prima di essere messi a contatto con altri animali.

Questo perché la rogna non è ospite specifica, quindi vuol dire che si attacca a tutto e a tutti, anche all’uomo. Si tratta quindi di una zoonosi, anche se bisogna ricordare che l’uomo non è l’ospite di elezione. Andiamo dunque a conoscere meglio la rogna nel coniglio, valutandone cause, sintomi e terapia.

Cause

La causa della rogna nel coniglio è un acaro parassita, microscopico. Anzi, ci sono diversi tipi di acari che possono causare questa patologia. Si tratta di una malattia molto diffusa soprattutto fra i giovani conigli appena acquistati. Una delle forme più comuni è la rogna auricolare provocata dal parassita Psoroptes cunicoli. Come dice il nome stesso, si localizza a livello delle orecchie.

L’altra localizzazione molto frequente è la punta del naso e le estremità delle zampe, sia anteriori che posteriori: qui la causa è da ricercare nel Sarcoptes scabiei e nel Notoedres cati. Questi ultimi non solo vengono trasmessi da altri conigli, ma possono essere trasmessi anche da cani e gatti conviventi e viceversa. Occhio che anche l’uomo diventa contagioso per gli altri animali e per gli altri uomini se la contrae.

Raramente poi il coniglio può essere parassitato dal Demodex cunicoli, ma non è un evento comune.

Sintomi

I sintomi della rogna nel coniglio sono abbastanza riconoscibili, differenti a seconda dell’agente patogeno:


  • Psoroptes cunicoli: localizzato di solito sul padiglione auricolare esterno e all’interno del canale auricolare, provoca la formazione di croste spesse, giallastre che spesso si rompono evidenziando delle piaghe sottostanti. Se viene trascurata, ovviamente si estende anche al resto della testa
  • Sarcoptes Scabiei e Notoedres cati: tipica la localizzazione sulla punta del naso, dove si forma un vero e proprio corno, stile rinoceronte (in media il proprietario porta in visita il coniglio dicendo Il mio coniglio ha il naso che cresce!‘’), ma anche sulle zampe anteriori e posteriori dove forma delle croste molto spesse, sanguinolente, estremamente pruriginose. Il parassita scava delle vere e proprie gallerie nel sottocute, provocando un prurito così intenso da essere doloroso. Il prurito è così forte che molti conigli arrivano ad avere delle vere e proprie crisi convulsive scatenate dal prurito. La pelle appare molto infiammata e sanguina facilmente se si prova a rimuovere le croste, esponendo a rischio di sovrinfezioni batteriche
  • Demodex cunicoli: rarissimo, provoca follicolite e non è responsivo ai trattamenti con Ivermectina

Diciamo che questi sintomi sono così tipici e la presentazione delle lesioni così caratteristica che la diagnosi viene fatta dopo aver guardato per un secondo il coniglio. Volendo si possono prendere delle croste e del materiale fuoriuscente da esse ed evidenziare al microscopio il parassita.

Pur essendo una patologia cutanea, se non viene trattata in tempo, le lesioni rischiano di estendersi a tutto il corpo provocando al coniglio un dolore tale da portarlo rapidamente a morte.

Terapia

La terapia per la rogna del coniglio classica prevede la somministrazione per via iniettiva di Ivermectina con un ciclo di una iniezione ogni due settimane per almeno 3 volte. Tuttavia bisogna ricordare che nel caso delle rare infezioni da Demodex cunicoli l’Ivermectina non funziona. Se per qualche motivo non si potesse somministrare questo farmaco, soprattutto in caso di conigli molto piccoli o adulti particolarmente defedati (l’Ivermectina è un farmaco piuttosto pesante) o si può optare per dimezzare il dosaggio o si può provare in caso di infezioni lievi con la somministrazione locale di spot on come la Selamectina, opportunamente dosata secondo le indicazioni del vostro veterinario, visto che non esiste per conigli e si è costretti ad utilizzare le formulazioni presenti per cani e gatti.

Questo per quanto riguarda la terapia medica. Per quanto riguarda la gestione del coniglio, andrebbe isolato fino a guarigione avvenuta dagli altri animali di casa. L’ambiente va sanificato e disinfettato più volte e, ovviamente, bisogna lavarsi bene le mani dopo averlo manipolato. Attenzione anche agli abiti che indossate, scaglie minute delle croste potrebbero rimanere attaccate.

Un’altra cosa da fare è imbottire la gabbia del coniglio con degli asciugamani e rendere il fondo della gabbia il più morbido possibile, facendo in modo che il coniglio non mangi l’asciugamano. Questo per due motivi: se il coniglio dovesse avere delle crisi convulsive a causa del forte prurito, avendo la gabbia imbottita si fa meno male. In secondo luogo le lesioni sulle zampe sono dolorosissime e mettendo un substrato morbido aiutate parecchio il coniglio ad alleviare i sintomi.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Robobobobo -

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