Il mixedema nel cane e nel gatto, cosa fare in caso di ispessimento della pelle

Il mixedema nel cane e nel gatto, cosa fare in caso di ispessimento della pelle

Oggi andremo a parlare di mixedema nel cane e nel gatto, precisando che si tratta di un problema più tipico del cane che del gatto. Prima di tutto andiamo a vedere che cos'è effettivamente il mixedema: si tratta di un accumulo di mucopolisaccaridi acidi e neutri nel derma, i quali legano a se l'acqua e provocano dunque un aumento dello spessore della cute.

Il mixedema sia in veterinaria che in medicina umana è tipico dell’ipotiroidismo, ecco dunque perché di solito si parla di mixedema nel cane visto che l’ipotiroidismo in veterinaria di solito è associato al cane, mentre l’ipertiroidismo nel gatto. Andiamo dunque a conoscere meglio questo mixedema.

Aspetto del cane con mixedema

Abbiamo già capito che il mixedema nel cane è uno dei sintomi dell’ipotiroidismo. E abbiamo appreso come si tratta di un accumulo di mucopolisaccaridi e di acqua nel derma. Questo ispessimento cutaneo lo ritroviamo solitamente a livello della fronte e del muso, dove provoca l’arrotondamento della regione temporale della fronte, ma anche il rigonfiamento con aumento dello spessore delle pliche cutanee del muso.

Se a questo associamo anche la ptosi della palpebra superiore, avremo la formazione di quella che si chiama ‘espressione facciale tragica’. Tuttavia questo ispessimento con accumulo di mucopolisaccaridi può colpire anche altri tessuti, non solo quello cutaneo. Per esempio questo può succedere anche ad alcuni nervi cranici che si gonfiano e rimangono intrappolati all’uscito o del cranio o nel midollo spinale, alterando così la conduzione nervosa. Ecco dunque che la pressione su questi nervi rigonfi provoca paralisi dei muscoli facciali, con inclinazione strana della testa, movimenti alterati degli occhi (nistagmo) e alterazioni dell’equilibrio.

Raramente, inoltre, si può avere una forma di coma da mixedema cerebrale, evenienza non frequente, ma comunque da prendere in considerazione.

Terapia

Come avrete capito, il mixedema nel cane è associato a ipotiroidismo. Quindi per risolvere l’ispessimento cutaneo o a livello dei nervi che questo comporta, allora bisogna prima di tutto diagnosticare l’ipotiroidismo, capire il livello di gravità e somministrare gli appositi ormoni tiroidei per cani.

E qui arriva il primo guaio. La diagnosi di certezza dell’ipotiroidismo nel cane prevede, oltre a un profilo ematico e biochimico completo per testare la funzionalità dell’intero organismo, comporta l’esecuzione di almeno due esami ormonali: T4 o fT4 e TSH. In linea generale, nel cane ipotiroideo T4 e fT4 sono diminuiti e il TSH aumentato, anche se un 20% dei cani presenta livelli normali. E potrebbe non essere sufficiente fare un’unica misurazione: ci sono altre malattie metaboliche, ormonali e farmaci che possono alterare questi risultati, obbligando così a misurazioni multiple. E qui arriva il problema: questi test ormonali sono cari e visto che vanno ripetuti anche successivamente alla diagnosi per monitorare l’efficacia della terapia, non tutti i proprietari sono disposti a farli.

Arriviamo così a una sorta di impasse diagnostica: da una parte c’è il veterinario che sospetta una malattia la cui conferma richiede un preciso test e un monitoraggio costante e che senza questi dati fondamentali non può certo prescrivere una terapia. Ricordate che non stiamo parlando di una dermatite in cui puoi azzardare la somministrazione di antibiotici anche in assenza di esami più approfonditi, ma di una carenza ormonale in cui non si possono dare ormoni tiroidei a casaccio, perché si rischia di fare dei danni irreparabili. Dall’altra parte abbiamo un proprietario che non vuole o non può spendere soldi, ma che pretende comunque la risoluzione del problema del suo cane senza fare alcuna diagnosi: capirete bene come questo sia impossibile!

Purtroppo non è colpa di nessuno se al cane viene l’ipotiroidismo, se però questo accade bisogna rassegnarsi a dover spendere un po’ di soldi per la diagnosi e la terapia, è inevitabile. Non c’è niente di più frustrante per un veterinario che vedersi assediato letteralmente da un proprietario che pretende una risoluzione miracolosa senza spendere soldi e senza fare accertamenti: non abbiamo la bacchetta magica, chiedere continuamente una terapia senza avere una diagnosi è una perdita di tempo per tutti, in primis per il cane, la cui patologia andrà peggiorando col passare del tempo, poi per il proprietario che vorrebbe l’impossibile (se fosse possibile quello che chiede, il veterinario l’avrebbe già fatto) e infine per il veterinario che spesso viene incriminato di non fare abbastanza, ma a cui di fatto non viene data la possibilità di fare nulla.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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