Se i genitori si separano i gatti seguono i figli

In caso di separazione il gatto di casa seguirà i figli. A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Milano.

Quando in famiglia c'è una separazione si può arrivare a litigare praticamente su qualsiasi cosa. Poco male se si è solo in due ma la cosa peggiora notevolmente se, alla separazione di due persone, assistono anche i figli. Adesso, dopo una sentenza del Tribunale di Milano, anche il gatto avrà il suo ruolo fondamentale. Fino ad oggi, qualsiasi pet, in una causa di separazione era considerato alla stregua di un mobile o di un elettrodomestico, vale a dire un vero e proprio oggetto privo di qualsiasi diritto.

La svolta della IX sezione del Tribunale, però, ha stabilito che il gatto (o qualsiasi altro pet) non può essere considerato come una cosa ma deve essere trattato come un essere senziente, capace quindi di provare emozioni. Ufficializzare questo è un passo importantissimo perchè, ad esempio in questo caso, il gatto è stato affidato al genitore che aveva avuto in affido la figlia minorenne. È una cosa, di per se, anche di peso visto che un animale domestico può aiutare la bambina a superare questo periodo difficile.

C'è anche da dire, però, che già in passato il buonsenso ha prevalso sulle ripicche personali. L'avvocato Cesare Rimini ricorda

della separazione di due coniugi che divisero la casa a metà e lasciarono un piccolo foro nel muro, per consentire al loro gatto di andare avanti e indietro tra le due abitazioni. E ancora il caso di padre e madre che litigarono su tutto, senza farsi sconti, persino sulle spese per curare la figlia malata ma, quando si arrivò al punto di decidere chi doveva pagare le spese veterinarie, trovarono l'accordo immediatamente.

Via | Corriere
Foto | Flickr

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