La perfezione del volo degli uccelli in una poesia di Isabella Leardini

La poetessa Isabella Leardini alza lo sguardo al cielo e ci descrive la perfezione del volo degli uccelli e delle loro volute che simboleggiano i cerchi del destino.

La perfezione del volo degli uccelli in una poesia di Isabella Leardini

Nel nostro cercare tra i versi di poeti e poetesse ci soffermiamo spesso su poesie dedicate ai gatti e su quelle dedicate ai cani. Ma la poesia non si può certo imbrigliare a pochi temi e per questo è bello anche vedere come coloro che hanno il dono poetico vedono gli animali in genere.

Isabella Leardini ci ha già affascinati con un testo in cui, insieme al cane, guarda l’alba: uno struggente esempio di vicinanza che non ha bisogno certo delle parole per essere vero.

Un’altra poesia di Leardini ha per oggetto gli uccelli che, perfetti, volano nel cielo quasi a muoversi “nei cerchi e nelle svolte del destino”. A volte si è come uccelli che si librano nell’aria e guardano il mondo dall’altro. A volte, però, non si riesce ad essere come loro e si rimane a terra, a pestare il pavimento. Forse, a ben guardare, si è come quelle rondini che non partono con la stagione fredda e si trovano a vivere una situazione del tutto nuova che non si aspettavano.

Perfetti come il volo degli uccelli
lo ripetevo all’infinito nell’estate
così sarebbe stata una preghiera.

Pensavo che saremmo stati
perfetti come il volo degli uccelli
nei cerchi e nelle svolte del destino.
Io non volo e non mi poso
io non canto
se non posso avere te pesto la terra
come chi vive contro la natura.
Le rondini non sanno partire
sono le figlie pazze del freddo
e forse stanno qui da qualche parte
continuano a ripetere che questo
è il loro autunno radioso d’aria
mentre le prende piano la neve.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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