Gattari da legare: Caccia grossa

Curiosando su Wikipedia, ho trovato una frase irresistibile a proposito dell’abitudine dei gatti di portare una preda in dono ai padroni:

Gattari da legare: Caccia grossa“Alle volte la portano al padrone considerandolo un genitore adottivo poco abile nella caccia”. La frase è attribuita a uno zoologo, Desmond Morris. Scoprendo che si tratta di un inglese, il sense of humor non mi ha stupita.

Tempo fa vi descrissi le peripezie di uno dei tanti regali fattimi dai gatti, un racconto dell’horror che sfociava nel grottesco: si trattava di una preda della quale non riuscivo a liberarmi, e che tornava a ossessionarmi come in un racconto di Poe, facendo leva sui miei sensi di colpa.

Sono certa che i miei gatti mi considerino una pessima cacciatrice e un’ottima assalitrice di supermercati con offerte ma, per fortuna, è da un po’ che non mi portano regali. Che li abbia offesi con il mio comportamento? Non che abbiano smesso di cacciare, è solo che non mi rendono più partecipe delle loro battute di caccia.

Forse si comportano come innamorati, attenti e premurosi ai primi appuntamenti, pronti a trasformarsi in mariti pantofolai dopo pochi mesi. Non lasciano in giro cartoni di pizza e bottiglie vuote adagiate su calzini sporchi, ma di sicuro non hanno ancora smesso di spargere noccioli di olive sul pavimento del portico. L’affermazione di Morris, comunque, mi riporta al triste sospetto che mi accompagna dall’infanzia: i gatti ci considerano degli inetti e ci trattano con nobile condiscendenza? Se questa è l’opinione che hanno di noi, in ogni caso, quale magnanimità nel rivolgerci attenzioni! In un’epoca in cui le regine partecipano a sketch per le Olimpiadi e i regnanti di mezza Europa sposano borghesi, il gatto è l’ultimo, vero re. God save the king.

Foto | Flickr

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