Storie vere: gatto torna a casa grazie al microchip

Disegno di un gatto con scritto mi manca il mio gattoQuesta storia arriva dritta dritta da New York: la piccola Willow abitava con la sua famiglia vicino alle Rocky Mountains. Cinque anni fa però è scomparsa. Suppongo che i suoi amici umani non si aspettassero davvero di sentirsi chiamare da Manhattan dopo tutto questo tempo. Grazie al microchip Willow è stata identificata e riunita ai suoi.

Certo che non è uno scherzo andare a riprendere una gattina che macina chilometri. Se non lo sapete la distanza tra i due luoghi è di 1.800 miglia che equivalgono a più di duemila e ottocento chilometri. Li avrà percorsi da sola? Sarà stata accompagnata da altri umani cui si è aggregata? Forse no, altrimenti avrebbero controllato se aveva un microchip.

Naturalmente qui mi sono venute in mente due cose: che il mio gatto non ha il microchip, che forse non tutti quelli che trovano un gatto pensano che possa avere il microchip, che viene considerato solitamente un ottimo sistema per rintracciare i cani e che quando un felino scompare si tende a pensare che si tratti di allontanamento volontario. Per quanto la nostra micia non si allontani mai, ma proprio mai, forse è davvero arrivato il momento di parlare del microchip col veterinario (potevo pensarci prima che aumentassero l'Iva).

Foto | Flickr

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