Diventare grandi vuol dire avere un gatto tutto per sé

Niccolò Ammaniti

Stavo leggendo un articolo sul rapporto tra lo scrittore Niccolò Ammaniti, che vedete nella foto, e gli animali. Sembra che Ammaniti, cresciuto sempre con più di un animale al suo fianco, abbia sentito ad un certo punto l'urgenza di crescere e diventare adulto:

Posso dire di essermi davvero affrancato dalla famiglia solo quando ho preso un cane tutto mio. Lo scelsi al canile, era una femmina che da lontano assomigliava a un dalmata ma credo fosse il frutto dell'incrocio tra uno spinone e una razza argentina. La chiamai Zoe. Avevo ventitré anni, s'iniziò la mia vita e cominciai a scrivere.

Su Repubblica potete leggere l'intero articolo. Intanto vorrei riflettere con voi proprio su come il momento in cui diventiamo adulti coincida con il nostro desiderio di avere un cucciolo tutto per noi. Come avrete notato, Ammaniti parla di un cane, mentre io nel titolo ho parlato di un gatto.

Questo perché per me avere una casa mia ha significato avere subito un animale che la condividesse con me e mio marito. Per lui, cresciuto in campagna e a stretto contatto con gli animali, non era poi così indispensabile, per me, che non avevo mai potuto godere della compagnia dei tanto amati felini, è diventata invece una priorità assoluta.

A voi lettori di Petsblog invece come è andata? Siete andati via di casa pretendendo in affido il cane di famiglia? Avete litigato per lui o vi siete fiondati al canile? Avete sofferto nel lasciare nella casa natale gli animali con cui siete cresciuti?

Foto | Flickr

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