Gotta nelle tartarughe: cause, sintomi e terapia

Oggi andremo a parlare di gotta nelle tartarughe, andando a vedere cause, sintomi e terapia, malattia frequente spesso provocata da una dieta e un’alimentazione non corretta.

Trachemys in acqua

Ebbene sì, anche le tartarughe soffrono di gotta. Se abbiamo una tartaruga disidrata, alimentata con una dieta ricca di proteina, ecco che allora la nostra tartaruga manifesta i sintomi della gotta. Anche in questo caso, come visto nella MOM e nell’ipovitaminosi A, qui la causa più frequente di malattia siamo noi, ovvero siamo noi che somministriamo alla tartaruga la dieta sbagliata, vuoi perché non ci siamo informati correttamente della sua dieta ideale, vuoi perché seguiamo i consigli dei cosiddetti esperti e non quelli del veterinario. E questi sono i risultati.

Cause

Come ho anticipato, le cause principali di gotta sono:


  • disidratazione
  • eccesso di proteine nella dieta (soprattutto purine)
  • somministrazione di amminoglicosidi

Molte persone prendono le tartarughe senza informasi correttamente se stiano acquistando una tartaruga erbivora o onnivora. E’ incredibile che ancora oggi si vedano delle Testudo hermanni nutrite con le crocchette del gatto o che si insista a somministrare l’alimentazione monogamberetto alle Trachemys.

Ma bando alle divagazioni, se somministriamo una dieta iperproteica a una tartaruga vegetariana o comunque troppo ricca di purine anche a una tartaruga onnivora, ecco che possiamo avere il deposito di cristalli aghiformi insolubili di acido urico negli organi interni, soprattutto a livello di cuore, polmoni, fegato, milza, reni e pancreas, ma anche a livello articolare, con conseguente formazione di deformazione degli arti. Ma si possono avere depositi di acido urico anche fra gli osteodermi della corazza.

Esistono poi dei fattori predisponenti allo sviluppo di gotta nelle tartarughe:


  • disidratazione
  • patologie renali

Sintomi

I sintomi della gotta nella tartaruga sono abbastanza variabili, dipendono molto dalla gravità della malattia in atto. Come sintomi possiamo avere:


  • arrossamenti cutanei (li ritroviamo soprattutto nelle aree dove la corazza si unisce alla cute)
  • edema del collo e degli arti
  • anoressia
  • difficoltà motorie
  • articolazioni gonfie e dolenti
  • abbattimento
  • deformazioni della corazza (pirimidalizzazione degli scuti dorsali)
  • deformazioni degli arti

Terapia

Per fare diagnosi di gotta nelle tartarughe, bisogna prima di tutto fare una visita clinica. Poi si possono effettuare esami del sangue per valutare l’uricemia, un ago aspirato dalle articolazioni per trovare la presenza di acido urico, una radiografia per valutare i depositi di acido urico nelle articolazioni e le relative deformità degli arti.

A questo punto, diagnosticata la gotta nella tartaruga, si procederà a stabilire la terapia più adatta che comprende di solito la reidratazione e la somministrazione di allopurinolo per cercare di ridure la produzione di acido urico e aumentarne l’escrezione, anche se non sempre la terapia dà buoni risultati. Poi andranno anche curati i sintomi relativi agli organi colpiti dalla gotta: se per esempio ho sintomi di insufficienza renale, talvolta si procede alla somministrazione di fluidi per via parenterale, facendo attenzione però che non ci sia una concomitante ascite, altrimenti bisogna somministrare anche della furosemide per migliorare i sintomi, ma in questo caso significa che c’è contemporanea compromissione di fegato e reni, quindi la prognosi rimane riservata.

E, ovviamente, bisogna immediatamente correggere la dieta: se una tartaruga è erbivora, mi pare evidente che non bisogna darle la carne o i croccantini del gatto, ma a quanto pare questa non è una cosa così ovvia come appare a prima vista, considerato che ci sono molte persone che persistono a dare questa alimentazione alle loro tartarughe.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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