Cani e umani: quali parole usare per definire la relazione?

Cani e umani: quali parole usare per definire la relazione?

Anche nel rapportarci ai nostri amici pelosi l'uso delle parole non è secondario. Non mi riferisco solo alle parole che si dicono al cane o al gatto, ma anche – soprattutto – alle parole che noi usiamo per relazionarci con loro. Una delle parole meno felici da sentire in bocca a chi vive con i cani è padrone. Lo notavamo già nelle cinque parole da evitare se si amano i cani: “Chi ha un cane non è un padrone e se lo è concepisce il cane come una proprietà. L’uomo è capobranco, guida, amico”, scrive Scanzi nel suo libro. La nostra lingua e la nostra cultura, però, ancora non hanno prodotto una parola da usare in merito, come nota Angelo Vaira in Dritto al cuore del tuo cane:

La nostra cultura non ha ancora trovato parole appropriate per descrivere la relazione con gli animali. Quindi, nel frattempo, sebbene non consideri i cani dei beni di proprietà, sono stato costretto a usare espressioni come “proprietario”, “avere un cane” e via dicendo, per non appesantire il testo.

Come ben si arguisce dai due passaggi citati, la questione è tutt'altro che risolta: Andrea Scanzi, giustamente, scrive che il termine “padrone” è da evitare, ma scrive anche “chi ha un cane”; Vaira sostiene che non gli piacciono “proprietario” e “avere un cane” ma non saprebbe cos'altro usare. Voi, amiche e amici di Petsblog, come vi regolate?

Foto | Flickr

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