Pets in 3d: Il gatto con gli stivali

La rivoluzione ottica del cinema passa ovviamente anche di qui. Le nuove tecniche di animazione sempre più sbalorditive non potevano evitare di raccontare le gesta degli animali più amati dai grandi e dai piccini.

Quelli dei cartoni e delle fiabe, che da sempre nutrono la nostra fantasia. È il caso dell'ultima creazione della Dreamworks, Il gatto con gli stivali di Chris Miller.

Siamo stati a vedere l'anteprima, in mezzo a nugoli di bimbi curiosamente silenziosi ed attoniti davanti alla magia del 3D. E non possiamo nascondere, da autentici gattofili, che ci siamo divertiti.

Il film è grazioso, ottimamente confezionato, strepitosamente doppiato (dai nostri doppiatori, in quello originale, Puss in boots, le voci sono di Antonio Banderas, Salma Hayek e Zach Galifianakis).

Come sempre però, le sceneggiature moderne mandano in soffitta le tradizioni. La trama originale della fiaba, già presa in prestito una volta dai giapponesi, (resa famosa tanto per cambiare dai mostri sacri di Perrault e Fratelli Grimm) viene del tutto stravolta, per lasciar spazio ad un cappa e spada felino e magico, a volte un po' sterile come cornice di scena.

Del resto l'avventura andalusa a ritmo di flamenco prende spunto dal protagonista più amato dell'universo di Shrek, già a sua volta centrifuga di antichi personaggi e novelle d'autore. Si tratta quindi di una corsa spericolata e pirotecnica, attraverso i primi anni del Gatto quando fece squadra con Humpty Dumpty, la mente e Kitty zampe (senza unghie!) di velluto, per rubare la famosa papera dalle uova d'oro.

Ma quello che piacerà a tutti gli amanti, conoscitori dei gatti, sono le piccole perle di movenze, capricci ed abitudini, tipiche dei nostri amici mici. L'animazione poi, inutile ribadirlo, fa veramente effetto. Perfino (o soprattutto) ai grandi...

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