Una legge contro le pellicce, la manovra salva-animali della LAV

lav campagna antipellicce

Oggi, in concomitanza con la Giornata Internazionale per i diritti degli animali, e domani, la LAV, Lega Antivivisezione, scende in piazza per dire basta alle pellicce.

La LAV chiede al Governo Monti di inserire nella manovra salva-Italia una IVA doppia su questi beni di lusso, tanto superflui quanto dannosi per l'ambiente e per gli animali. Su tutti i prodotti che contengono pelliccia animale, propone la LAV, dovrà pendere un'imposta sul lusso e sulla responsabilità sociale fissata al 46%. Come ha sottolineato Simone Pavesi, responsabile LAV Campagne Pellicce:

La pelliccia animale è un bene superfluo e crudele perché condanna a morte milioni di animali, un tempo rappresentativo del mondo del lusso, ma oggi veicolata anche nella fascia di mercato medio-bassa sotto forma di inserti (soprattutto di specie meno “pregiate” come il coniglio o il procione); non è più quindi un prodotto esclusivo degli specialisti di pellicceria, ma è commercializzato anche nella grande distribuzione.

Per non dire non lo sapevo, la LAV ha aperto un nuovo portale che mette a disposizione tutte le informazioni utili sul commercio delle pellicce, dall'impatto ambientale ai brand fur-free. In numerose piazze italiane oggi e domani sarà possibile inoltre firmare una petizione per chiedere una legge antipellicce.

L'83% degli italiani si dice contrario all'uccisione di animali per la produzione di pellicce. Un'opinione comune che deve tradursi in misure legislative che ne vietino il commercio sul territorio nazionale. È tempo che l'Italia la smetta di alimentare un mercato a dir poco crudele. Gli animali infatti soffrono sia che vengano allevati allo scopo di ricavarne pellicce sia che vengano catturati in natura:

Gli animali, spiega la LAV, agonizzano per giorni prima che sopraggiunga la morte per mano del trappolatore, una morte spesso cruenta perché il tutto avviene al di fuori di ogni controllo e vigilanza del rispetto delle norme che, seppur inefficaci a tutelare il benessere animale, quantomeno dovrebbero porre dei limiti alla sofferenza.

Via | Comunicato stampa
Foto | LAV

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