Alla fine è solo un cane


Permettetemi, oggi, di fare un uso personale del mezzo pubblico per esprimere tutta la mia indignazione. Quante volte noi, amanti e conviventi degli animali, abbiamo sentito la frase: "È solo un cane"? Quante volte ci siamo indignati e ci è andato il sangue al cervello perché qualcuno non dà il giusto valore ad una vita? questa frase l'ho sentita dire l'ultima volta da un mio collega parlando del problema di Green Hill. Vi risparmio tutto il concetto che ha espresso questo personaggio ma, in parole brevi, tutto girava sul fatto che l'uomo è più importante di tutti gli altri animali e sull'affermazione "devi saper distinguere tra esseri umani ed esseri viventi".

Ovviamente non mi sono risparmiato le critiche su questo suo concetto antropocentrico ma non credo di essere riuscito a fargli capire il mio punto di vista. Purtroppo questo è solo l'ultimo di una serie di episodi in cui mi sono sentito dire che, finché sono cani, gatti, pesci e quant'altro, tutto è perdonabile perché, alla fine, non sono uomini. È lecito, quindi, allevarli con il solo scopo di farli vivisezionare, farli nascere per poi farne dei capi di vestiario, selezionarli per venderli come fossero semplici oggetti. Questo, poi, andando di pari passo con i vari sfottò a chi gli animali li difende e si batte per loro.

Di questo passo non proveremmo sdegno alla vista di filmati e fotografie dove vengono maltrattati gli animali. Questo mi fa anche pensare che questa sorta di "selezione" venga fatta anche nel confronto di altri esseri umani Nel mio piccolo, l'unica cosa che posso fare è quella di non abbattermi, di farmi scivolare addosso queste critiche insensate. Quello che so è che se ognuno di noi, con calma e pazienza, riesce a far cambiare punto di vista a chi vede gli animali "al servizio dell'uomo", allora avremo vinto tutti quanti la nostra piccola battaglia.

Foto|Flickr

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