I proverbi che non piacciono a chi ama gli animali


I proverbi sono parte integrante della cultura di un paese. Sono frasi che arrivano da tempi lontani che portano dietro la tradizione di quel periodo e la saggezza del popolo che si trovava tutti i giorni a contatto con le difficoltà. A volte, però, i proverbi riguardano gli animali e, in passato, la considerazione che si aveva dei nostri amici era decisamente più vicina all'oggetto che non all'essere vivente (non che oggigiorno le cose siano poi cambiate così tanto). Eccovi alcuni esempi per farvi ben capire cosa intendiamo:


  • Avere una gatta da pelare : sapete che vuol dire dover affrontare una situazione ben difficile. Secondo il linguista Beccaria questo proverbio avrebbe origine da un "gioco" che i galeotti praticavano legando un gatto ad un palo e tentando di ucciderlo a testate incuranti dei graffi. Capirete quanto questo può essere stupido e, fortunatamente, relegato al passato. Voto: 0 per la stupidità.

  • Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino: questo proverbio indica chi ha una passione smodata per qualcosa tanto da non valutare tutti i rischi del caso. Purtroppo per chi ha creato il proverbio, i gatti sono proprio l'opposto, attenti e guardinghi. Voto: 4 per l'incompetenza.

  • Solo come un cane: questo è spesso usato anche oggigiorno. Il significato è strettamente correlato alla natura sociale del cane che, per stare bene, ha bisogno di avere attorno il suo branco. Voto: 5 per la tristezza.

  • Fare la gatta morta: indica una persona che nasconde la natura poco virtuosa celandosi dietro ad una maschera di ingenuità. Il proverbio deriva addirittura dalle favole di Esopo in cui i gatti si fingevano morti per catturare la preda. Purtroppo questo è ampiamente inesatto perché i nostri amici felini non usano questa tecnica per cacciare. Voto: 5 per l'inesattezza.

Voi ne conoscete altri? Come sostituireste quelli qui sopra?

Via |GreenMe
Foto | Flickr

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