Gattari da legare: Il fantasma del Natale passato

love meOggi mi sono trovata a dover parlare dei Natali passati e, senza rendermene conto, ho cominciato a ricostruirne la cronologia in base ai gatti che mi hanno accompagnato dall’infanzia a oggi. Se per il resto della cristianità il tempo si divide in prima e dopo Cristo, io lo divido in prima o dopo il tale gatto. Le vicende familiari trovano il loro posto nella linea del tempo incastrandosi tra nascite, morti, adozioni, fughe, malattie e ritorni dei nostri mici.

“Quel viaggio l’ho fatto che la nonna era ancora viva, lo so perché avevamo appena adottato Gatto Cinque”; “ricordo che quel Natale in tavola c’era ancora quell’alzata di cristallo perché Gatto Uno non l’aveva ancora rotta, quindi era piccolo… Diciamo nell’88, quindi”; “quell’anno faceva freddissimo, lo so perché fu quando Gatto Undici partorì, e dopo cena facevamo sempre le borse d’acqua calda per le cucce”; “Oddio, che inverno! Fu l’anno delle sterilizzazioni di massa!”.

I gatti sono stati davvero tanti: ricordi tristi quando ci lasciavano, felici quando riuscivamo a guarire un neo adottato malato, divertentissimi in qualunque altro caso. A volte, il tarlo di non aver fatto abbastanza si insinua cattivo ma, per quest’anno, non credo che i fantasmi dei Natali passati verranno a rimproverarci: il fantasma del Natale presente, sostenuto dalla solita quantità esagerata di gatti, ci terrà troppo occupate a pulire, raccogliere cocci, preparare cibo e spazzolare mantelli. E, per quanto riguarda il fantasma del Natale futuro, non so che dirvi: noi gattari siamo come gli animali, viviamo nel presente e ce ne godiamo le fusa in una fredda serata di dicembre.

Foto | Flickr

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