Il coniglio? È meglio fuori dalla gabbia


Ammetto che ho un po' timore dei conigli. È stano a dirsi, visto che vivo con un pitbull, ma il coniglio, come il criceto, mi ha sempre messo un po' di soggezione. Vuoi perché un cane è semplice, si capisce facilmente se è allegro, arrabbiato, impaurito o pronto al gioco, vuoi perché un coniglio, per me nato in città, è sempre stato un animale "selvatico" ma faccio fatica a relazionarmi. Questo mi spiace perché è un animale davvero molto bello, simpatico e coccolone.

Una cosa che ho visto spesso, nelle case di amici e conoscenti, è il coniglio "in gabbia". Non essendo molto avvezzo alla specie non mi sono azzardato in commenti che andassero oltre il: "Ma non puoi lasciarlo libero per casa?" ma spesso mi sono sentito dire che il coniglio non soffriva. Ho sempre avuto i miei dubbi che esistessero animali che stessero bene privati della loro libertà ma, come detto prima, ignorando la cosa non andavo oltre e mi limitavo ad un "io comunque lo lascerei girare per casa".

Adesso leggo che un coniglio, in gabbia, soffre. Sta male proprio come qualsiasi altro animale (uomo compreso) a cui viene impedito di zampettare in lungo e in largo. Un coniglio è da considerarsi al pari di un gatto per curiosità e spirito d'avventura. Ha bisogno, proprio come il gatto, di crearsi i suoi spazi e interagire con il mondo che lo circonda.

Una soluzione a questo problema c'è: potete tenere la sua gabbietta(tenendone la porta aperta) in una stanza così che la gabbia sia il suo rifugio se si sente in pericolo. Se siete fuori casa potete prendere nei negozi di animali specializzati, dei recinti da interno per cani. Immaginatevi una specie di staccionata per le mucche ma a misura di cane e fatta o di metallo, simile ad una rete, o di nylon. Attuate questi piccoli accorgimenti e avrete un coniglio senza dubbio più felice.

Via| Amici con la Coda
Foto| Flickr

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