Lotta alla vivisezione: dal 10 novembre una speranza in più per cani e gatti


L'Unione Europea ha deciso: dal 10 novembre prossimo il nostro Paese dovrà recepire la direttiva che vieta l'allevamento sul proprio territorio di cani, gatti e primati destinati ai laboratori di vivisezione. In parole povere questo significa la chiusura senza "se" e senza "ma" dell'allevamento lager di Green Hill.

L'ex ministro Michela Brambilla si è sempre battuta in prima persona per questa causa e, adesso, ha solo parole positive per questa decisione:

Abbiamo corretto i grandi errori della direttiva europea 63/2010 e abbiamo introdotto in maniera importante e definitiva il principio per cui l’utilizzo degli animali, in quanto esseri senzienti e portatori di diritti, deve essere abbandonato in favore dello sviluppo di metodi alternativi in vitro.

Anche la LAV è molto contenta di questo provvedimento e, per mezzo di un suo portavoce, ne spiega i motivi:

“la chiusura di Green Hill, il divieto di alcune forme di sperimentazione sugli animali, l’incentivazione dei metodi alternativi, possono essere una realtà grazie al testo proposto dalla Commissione Affari Sociali di Montecitorio si tratterebbe di concreti passi in avanti, con nostro obiettivo l’abolizione della vivisezione, per controbilanciare i nefasti effetti della direttiva approvata a Bruxelles un anno e mezzo fa e che l’Italia deve recepire, volente o nolente, entro il novembre prossimo”.

È vero, questa direttiva parla solo di cani, gatti e primati, dimenticandosi di conigli, cavie, criceti, topi e altri animali ma è, comunque, un piccolo passo avanti nella speranza che a breve qualsiasi forma di vivisezione venga definitivamente vietata. Speriamo tutti che questa direttiva non incroci sul suo percorso i soliti "cavilli" legali che la rendano inefficace.

Via|GreenMe
Foto|Flickr

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