Un mondo senza gatti? Sarebbe un inferno!

Un mondo senza gatti sarebbe un inferno e alcuni Paesi della Terra avrebbero addirittura problemi di approvvigionamenti alimentari

mondo senza gatti

Un mondo senza gatti. Inimmaginabile per noi gattofili. Li amiamo troppo per farne a meno. Affetto, compagnia, fusa e fascino sono le caratteristiche che più apprezziamo nei nostri gatti. Ma il gatto è anche e prima di tutto un predatore e rimane un cacciatore. Anche quando veste i panni di placido animale domestico, la cena a casa la porta lui.

Pensiamo che dipenda da noi per cibo, acqua ed un rifugio. In realtà, riesce a sopravvivere benissimo allo stato selvatico ed ha una sua funzione ecologica, a dir poco fondamentale per gli equilibri del Pianeta e per la nostra stessa sopravvivenza. Anche chi non ama i gatti e li ritiene animali noiosi ed inutili (esiste gente simile?), deve arrendersi all'evidenza: un mondo senza gatti sarebbe un inferno ed in alcuni Paesi ci sarebbero addirittura problemi di approvvigionamenti alimentari.

Alan Beck, docente di medicina veterinaria e direttore del Center for the Human-Animal Bond alla Purdue University, ha ipotizzato cosa accadrebbe in un mondo senza gatti. In India le conseguenza sarebbero gravissime, perché i gatti uccidono i roditori che contaminano ed intaccano le riserve di grano, dunque ci sarebbe meno cibo e le malattie infettive si diffonderebbero più rapidamente.

Ma anche nei Paesi occidentali non ce la passeremmo affatto meglio senza i gatti. In Gran Bretagna, ad esempio, i gatti, anche quelli domestici, portano a casa in media 11 prede ogni sei mesi (quelle accertate). Il Regno Unito conta 9 milioni di gatti. Ciò significa che i gatti uccidono quasi 200 milioni di piccoli animali selvatici (uccellini, topi, ratti, lucertole ecc) ogni anno.

Il loro ruolo è dunque essenziale per il contenimento della fauna selvatica e soprattutto di quelle specie devastanti per i raccolti e pericolose per la salute dell'uomo come i ratti. Nelle isole in cui non ci sono gatti, i ratti si riproducono a dismisura e devastano interi ecosistemi, portando alla scomparsa di numerose specie di uccelli selvatici (i ratti mangiano le uova nei nidi).

Se i 220 milioni di gatti presenti nel mondo scomparissero all'improvviso, saremmo sommersi dai ratti e questo avrebbe numerose altre conseguenze sugli ecosistemi, tutte devastanti. Certo, non ci voleva uno studio per capirlo, basta guardare negli occhi il nostro gatto per capire che lui sa di essere importante ed indispensabile. Ecco spiegato perché si sente divino: se il mondo è un po' più simile al paradiso e non ad un enorme focolaio infettivo in parte è merito suo. Capito, pubblicitari?

Via | Business Insider
Foto | Flickr; adria.richards

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