Lettera aperta di un cane al direttore di un giornale

Lettera aperta di un cane al direttore di un giornale

Sulle pagine elettroniche di Varesenews possiamo leggere la simpatica lettera “scritta” da un quattrozampe che si lamenta di come noi bipedi ci atteggiamo nei loro confronti e li giudichiamo senza conoscerli. Il peloso ne ha davvero per tutti e si lancia in una difesa serrata della propria specie e di chi li ama. Se la […]

Sulle pagine elettroniche di Varesenews possiamo leggere la simpatica lettera “scritta” da un quattrozampe che si lamenta di come noi bipedi ci atteggiamo nei loro confronti e li giudichiamo senza conoscerli. Il peloso ne ha davvero per tutti e si lancia in una difesa serrata della propria specie e di chi li ama. Se la prende con chi deride i loro “genitori-umani” quando d’inverno gli mettono il cappottino per proteggerli dal freddo e con i genitori che non educano i loro bambini al rispetto per queste creature viventi e per la cattiva abitudine umana di piantargli le mani direttamente sulla testa per accarezzarli.

Il cane, per mano della sua “mamma”, spiega chiaramente che abbiamo nei loro confronti atteggiamenti a dir poco discutibili. Quando conosciamo un cane non dovremmo puntare subito alla testa per accarezzarlo ma avvicinarci al suo naso per farci conoscere e lasciare che sia lui a decidere se diventare o meno nostro amico. Se il cane si allontana da noi non dobbiamo urlare e sbracciarci per costringerli a venire da noi. Un pensiero speciale lo lascia sulla passeggiata. Questo cane sostiene che le passeggiate come le intendiamo noi, ovvero correre liberi in un parco per mezz’ora, sono piacevoli ma ben poca cosa se il capobranco non gli sta vicino e gradirebbe che i cani potessero seguire il proprio amico anche nei luoghi pubblici come bar, ristoranti e alberghi.

Foto| Flickr

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