Eugenio Montale e il gatto sperduto

Eugenio Montale e il gatto sperduto

Eugenio Montale (1896-1981) vinse il Nobel per la letteratura nel 1975 “per la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni”. Montale ha interpretato i valori umani e anche quelli animali: nelle sue poesie troviamo cavalli, upupe, galli cedroni, rondoni, paguri, gufi, piccioni, merli, serpi e via dicendo. E, naturalmente, gatti.

Nel Quaderno di quattro anni, pubblicato nel 1977, Montale scrive una poesia che ha per titolo Di un gatto sperduto in cui descrive un gatto che è stato abbandonato. Un invito a non abbandonare nessun animale e a prendersi cura di quelli orfanelli che troviamo per strada.

Il povero orfanello
non s’era ancora inselvatichito
se fu scacciato dal condominio
perché non lacerasse les moquettes con gli unghielli.
Me ne ricordo ancora passando per quella via
dove accaddero fatti degni di storia
ma indegni di memoria.
Fors’è che qualche briciola voli per conto suo.

Foto | Flickr

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