Aiuto! Animali imbarazzanti: intervista all'illustratore Massimo Fenati

Aiuto! Animali imbarazzanti

Aiuto! Animali imbarazzanti è un programma televisivo (in onda su Cielo Tv ogni martedì alle 23) che parla di animali “imbarazzanti”, nel senso che presenta alcune situazioni in cui i nostri amici pet possono avere comportamenti che risultano alquanto imbarazzanti per noi umani (oltre alle classiche puzzette, per esempio, abbiamo tartarughe maleodoranti, furetti aggressivi, cani che si leccano con insistenza le parti intime... e via dicendo). A onor del vero bisogna dire che molte volte la situazione imbarazzante è generata dagli umani che non curano bene i propri amichetti pelosi: ed è per questo motivo che la serie tv mi sembra interessante, perché alla fine diventa un'utile guida per quanti di noi si trovano nelle stesse situazioni.

Se avete visto qualche puntata avrete notato che ci sono delle schede di approfondimento sotto forma di cartoons. L'autore di queste grafiche è Massimo Fenati, che gli amici di Petsblog già conoscono. Abbiamo rivolto a Massimo alcune domande per curiosare un po' dietro le quinte del programma. Nel ringraziarlo per la gentilezza e la simpatia che sempre ci dimostra, vi riportiamo l'intervista.

Come nasce una grafica per il programma?
Uno dei produttori del programma mi dà un brief abbastanza generico, tipo: dobbiamo illustrare come mai un gatto soffre di flatulenza o come un cavallo può soffrire di allergie - e da lì si discute come mostrare il tutto in maniera molto semplice. Io suggerisco poi diversi dettagli umoristici per rendere il pezzo più godibile, tipo il cavallo che si gratta quando viene morso da una pulce, o il gatto che arrossisce quando "ne molla una". Il produttore allora registra una versione temporanea della voce fuori campo che io uso come traccia per la lunghezza del pezzo. Io poi procedo con l'animazione e la mostro al produttore per eventuali ritocchi. Viene infine montata all'interno del programma e viene aggiunta la voce definitiva del presentatore in fase finale, quando io intervengo anche come doppiatore degli animali... Eh sì, perché tutte le vocette, gli sgrunt, gulp e sigh che sentite fare agli animali, sono tutti farina del mio sacco! Però giuro che quando parlo sembro una persona normale!

Aiuto! Animali imbarazzanti: illustrazioni di Massimo Fenati
Aiuto! Animali imbarazzanti: illustrazioni di Massimo Fenati
Aiuto! Animali imbarazzanti: illustrazioni di Massimo Fenati

C'è stata qualche grafica che ti ha creato imbarazzo?
Sì, la primissima che ho fatto, quella di Mitzy, il Jack Russell con problemi intestinali: ho dovuto realizzare l'animazione di feci canine che attraversano l'ano di Mitzy... Dover controllare i movimenti avanti e indietro significava avere sullo schermo del computer un primo piano delle feci che andavano avanti e indietro... Lascio immaginare i commenti dei colleghi che passavano intorno al mio computer! Un bel giorno ho dovuto girare la scrivania per dare le spalle al muro e nascondere lo schermo!

Secondo te esiste in natura qualche animale imbarazzante sul serio o siamo noi umani che ci facciamo mille inutili problemi?
Sicuramente un certo tipo di "problemi" scaturiscono dal nostro modo di vedere le cose. Ma in alcuni casi nel programma emerge in maniera chiarissima che certi animali sono a disagio in determinate situazioni, come Dillon, il dalmata che è terrorizzato da qualsiasi sconosciuto e trema come una foglia appena il padrone lo porta a passeggio fuori casa. Però non credo che l'iguana Walid si faccia molti problemi se la sua pelle si riempie di croste poco estetiche...

I pets che tu disegni sono sempre sorridenti: a tuo parere cani e gatti ridono di noi umani?
È innegabile che certi animali abbiano un carattere ben definito e che quindi provino per gli umani emozioni variegate, dall'affetto alla rabbia, alla paura, ma penso che sia più difficile che possano avere sense of humour.

Tu vivi all'estero: se dovessi descrivere l'Italia da dove vivi, che animali saremmo noi italiani?
Lo dico probabilmente perché, vivendo a Londra, mi manca tanto il bel tempo (!), ma io direi dei gatti che sanno sempre trovare il raggio di sole in cui sdraiarsi e accoccolarsi. Gli italiani sono una popolazione forse un po' più pigra che però sa godersi la vita al meglio, per cui la metafora del gatto mi sembra davvero azzeccata. E lo dico con tanto affetto, visto che gli unici pet che io abbia avuto sono sempre stati gatti...

Foto | © Massimo Fenati - Tiger Aspect 2010

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