Anche le tartarughe, nel loro piccolo, si incavolano

Anche le tartarughe, nel loro piccolo, si incavolano

Un mio amico mi ha iniziata a un mondo lontano anni luce da quello di noi gattari, presentandomi le sue due tartarughe anzi, le sue testuggini: Nica e Nico. La dinamica coppia di venticinquenni è comodamente residente in un giardino della parte alta di Napoli. Quando, anni fa, i pargoli della famiglia manifestarono il desiderio […]

Un mio amico mi ha iniziata a un mondo lontano anni luce da quello di noi gattari, presentandomi le sue due tartarughe anzi, le sue testuggini: Nica e Nico. La dinamica coppia di venticinquenni è comodamente residente in un giardino della parte alta di Napoli. Quando, anni fa, i pargoli della famiglia manifestarono il desiderio di avere un animale, la praticità danese della madre e la sicula calma del padre suggerirono un animale che potesse cavarsela da solo durante le assenze della famiglia, cibandosi delle piante e dei fiori del giardino-ristorante.

Così fece il suo ingresso Nica che, a dispetto del nome che in siciliano vuol dire “piccola”, è cresciuta senza ritegno. Si pensò che Nica dovesse avere un compagno, e così venne preso il povero Nico. Se conosceste la femmina, capireste la ragione per la quale uso l’aggettivo “povero”: mi scuso coi padroni, ma la testuggine è insopportabile. Se provi ad avvicinarti, lei ti guarda incavolata e ti soffia come una misantropa anziana e sdentata. A Nico non va meglio: ogni suo tentativo di seduzione, negli anni, si è concluso con contusioni varie inflittegli dalla zitella piena di contegno che, per meglio sottolineare la propria avversione, è solita inseguirlo per picchiarlo con più agio. A me va bene questa rivendicazione di tematiche femministe, ma perché infierire?

Anni fa, poi, ci fu il mistero delle uova, trovate in giardino e mai schiuse. Probabilmente, però, erano opera della tartaruga dei vicini, in vacanza nel giardino del mio amico. Passioncelle estive… La vita di Nico, con gli anni, è diventata sempre più ascetica: si accontenta di stare vicino alle amate piante grasse, senza lamentarsi. Nica, invece, sovverte ogni stereotipo sulla lentezza di questi animali: scompare e riappare in vari angoli del giardino con velocità impressionante e, sempre, con un’aria un po’ truce. Ho letto che le femmine sono più grandi dei maschi, ma lei non si è accontentata, ed è arrivata a una mole che potesse umiliare il povero compagno.

La strana coppia per anni è andata in letargo con precisione assoluta, seppellendosi e riapparendo sempre negli stessi giorni di fine ottobre e fine marzo. Negli ultimi anni, però, si sono impigrite, e capita che si seppelliscano a metà o che spuntino dal terreno in qualche giornata calda di febbraio. Sembra che, in cattività, questi animali possano arrivare a un’età più che veneranda: spero che il timido Nico, se non si suicida prima, possa un giorno trovare una coinquilina meno asociale. Ma sono convinta che Nica picchierebbe anche lei.

Foto | Flickr

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