Caltanissetta: polpette killer uccidono 20 randagi

Caltanissetta: polpette killer uccidono 20 randagi

Bocconi avvelenati nella Contrada Niscima, area residenziale nella immediata periferia cittadina di Caltanissetta. Da due giorni almeno 20 cani hanno perso la vita dopo aver ingerito alcune polpette avvelenate forse con componenti molto comuni utilizzati per l’agricoltura. La stima non è definitiva visto che continuano ad arrivare altre segnalazioni che tirano in ballo anche di […]


Bocconi avvelenati nella Contrada Niscima, area residenziale nella immediata periferia cittadina di Caltanissetta. Da due giorni almeno 20 cani hanno perso la vita dopo aver ingerito alcune polpette avvelenate forse con componenti molto comuni utilizzati per l’agricoltura. La stima non è definitiva visto che continuano ad arrivare altre segnalazioni che tirano in ballo anche di cani padronali.

La strage è stata scoperta dalle Guardie Giurate dei Nuclei di Vigilanza zoofila ed ambientale delle Associazioni LIDA e WWF di Caltanissetta, nel corso di un servizio di perlustrazione nella contrada. Sono stati proprio loro, le Guardie eco-zoofile, a bloccare degli operatori “addetti allo smaltimento di rifiuti che, su incredibile disposizione degli uffici comunali, erano stati incaricati di togliere dalla strada i corpi dei cani avvelenati come se si trattasse di normali rifiuti, senza nemmeno un esame veterinario ed il prelievo dei campioni come prescrive la legge”.

Ancora una volta a Caltanissetta dobbiamo fare i conti con una pratica purtroppo ormai consolidata che consiste nello sbarazzarsi degli animali indesiderati con lo spargimento di sostanze velenose nella pubblica via. Il crescendo di tale fenomeno raggiunge – dichiarano i responsabili dei Nuclei di Vigilanza di LIDA e WWF, Salvatore Colonna ed Ennio Bonfanti – livelli seriamente preoccupanti: non si tratta di casi isolati ma di un fenomeno che interessa tutte le zone della città. Chi si macchia di questi atti incivili e vigliacchi non ha alcun freno, sa che è difficile un intervento di tipo repressivo mentre manca del tutto quello preventivo. Dopo lo spargimento polpette avvelenate non è stata neanche bonificata la zona né tabellata per avvisare i cittadini del pericolo, e queste sono le misure minime che il Comune, così massicciamente colpito, dovrebbe adottare.

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