Epitaffio per un gatto

Epitaffio per un gatto

John Augustus Bonney (1763-1813), avvocato e poeta, venne accusato di alto tradimento e rinchiuso nella Torre di Londra il 19 maggio 1794. Lì, nella Torre, incontrò un gatto che si fermò a vivere con lui. Dopo poco tempo che i due vivevano insieme, le accuse contro Bonney caddero e lui potè tornare libero. Ma il micio – a cui Bonney diede il nome di Citizen, Cittadino – morì in un incendio dei sotterranei della Torre. John Augustus Bonney così scrisse nel suo diario: “Citizen morto alle ore 6; male tutto il giorno; sepolto nel muro della Torre”. Bonney, infatti, volle che il gatto che gli era stato di conforto nella prigionia venisse sepolto nella Torre di Londra e per lui compose questo epitaffio.

Se, guidato dalla fantasia in questa testimonianza di dolore,
alla ricerca dei segreti nascosti fra queste mura,
l'occhio tuo, caro passante, cadrà forse
là dove il mio piccolo ha la sua povera ultima abitazione;
non pensare che in questo loculo vi sia
nessuno che il mondo poteva invidiare o temere
né superbo di stelle, né decorazioni al valore
ma un umile cittadino si trova qui.
Un amico, un umile premio al mio talento
(non ridete, o passante, della sua affezionata gentilezza)
non sono i miei ultimi momenti,
o la luce finale dei miei occhi.
Non è qui la mia tomba, non ho scelto il mio epitaffio.
Ma ho scritto per ingannare la tua fantasia
e farti versare una lacrima.
Tranquillizza l'angoscia crescente:
Solo questo Gatto, il Cittadino, si trova qui.

Sepolto nel Muro della Torre il 22 agosto 1794 J. A. B.

Forse non è un alto esempio di poesia sui gatti e senza dubbio risente pensantemente del tempo in cui scritto, ma è testimonianza dell'amore tra un uomo e il suo gatto. Alla fine, è questo che conta.

Via | Gatti di potere
Foto | Flickr

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