Gattari da legare: Errori saltuari

la ventanaOggi devo chiedere scusa ai cani. Nel mio essere estremista, li ho sempre ritenuti un po' tonti: come ti amo padrone, dammi gli ordini padrone, inseguo l'oggetto inesistente che hai finto di lanciarmi padrone... Le cose sono andate così: dopo la nevicata da stato d’emergenza, abbiamo avuto delle bellissime e calde giornate di sole che, da brava maniaca ossessivo compulsiva, ho trascorso non uscendo e godendomi il caldo, bensì pulendo e tirando a lucido la casa. Nel momento in cui l'ultima tenda odorosa di mughetto è stata appesa, sono iniziati i giorni del diluvio.

L'altro ieri, ho dato la cera al portico (avete letto bene: se si passa la cera sulla pavimentazione esterna, lo sporco e il fango si attaccano di meno. Questo è quanto mi dicono le vocine nella mia testa). Dalla porta d'ingresso uno dei gatti si è fiondato in cucina, correndo verso la famigerata porta-finestra. Era un'azione dimostrativa: entro quando voglio, esco quando voglio. Il problema, però, è che la finestra era chiusa.

Non potete immaginare il rumore che fa una craniata felina: quella umana la conosco, poiché le voci mi dicono spesso di pulire il bassissimo sottotetto. Il gatto, preso alla sprovvista e stupito, avrebbe potuto fuggire da dove era entrato ma, essendo un signore e affrontando con stile le avversità, ha sostato un attimo per pulirsi una zampina. Una volta inumidita bene la zampa, l'ha stampata contro il vetro. Non so se l'abbia fatto per capacitarsi che la finestra fosse davvero chiusa.

Dandosi un tono, è tornato sui propri passi, scivolando sul pavimento lucido davanti casa e arrivando dall'altra parte del vetro sul quale spiccava la sua impronta. Allora, con le zampe infangate dalla terra del giardino, ha fatto un sacco di bei decori su tutta la finestra. Vedendolo, e riconoscendo quello che solitamente è il richiamo per me quando hanno fame, anche un altro paio hanno cominciato a prendere a zampate il vetro. Ho deciso di non pulire più i vetri. Ma le voci non saranno affatto contente.

Foto | Flickr

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