Thelaziosi oculare nel cane: cause, sintomi e terapia

Siete pronti per una nuova malattia parassitaria? Oggi andremo a parlare di thelaziosi, parassitosi oculare provocata da un nematode della famiglia Thelaziidae.

Cane nel prato

Si tratta di una patologia non molto conosciuta che tuttavia può colpire i nostri cani dando brutte fome di congiuntivite. E quando parlo di parassitosi non molto conosciuta non mi riferisco solo al proprietario, ma anche al fatto che non viene normalmente molto approfondita durante il corso di studi universitari, ma che la conosci meglio quando cominci a fare pratica sul campo.

Cause

La Thelaziosi è una parassitosi oculare provocata da un nematode della famiglia Thelaziidae, ordine Spiruridae. A dire il vero esistono diverse specie di Thelazia, nel cane normalmente si riscontrano la Thelazia callipaeda e la Thelazia californiensis e vale la pena di ricordare che rarissimamente l’infestazione si vede nel gatto e nell’uomo, anche se qui in Italia non sono ancora stati registrati dei casi.

Gli adulti della Thelazia vivono sotto le palpebre, nelle ghiandole e nei dotti lacrimali dei cani e sembrano dei sottilissimi fili bianchi-lucidi che si muovono. Le femmine di Thelazia danno origine nell’occhio del cane alle larve L1 che vengono poi ingerite dai ditteri vettori, fra cui anche la comune mosca domestica. I ditteri depositano le larve L3 in esse maturate in un nuovo ospite durante un altro pasto, entrano nel sacco congiuntivale, diventano adulti, si accoppiano e ricominciano da capo il ciclo.
Le Thelazie sono molto resistenti, sopravvivono anche mesi, persino nel periodo invernale. A causa della presenza del vettore, in Italia le infestazioni da Thelazia si vedono da maggio a novembre, ovvero quando ci sono in giro più mosche.

Sintomi

A volte la Thelazia è asintomatica, ma man mano che i parassiti aumentano ecco che appare congiuntivite da catarrale a purulenta, lacrimazione intensa, chemosi, ulcere corneali e alopecia intorno alle palpebre. A volte è colpito solo un occhio, a volte tutti e due. I sintomi sono causati fondamentalmente dal danno meccanico provocato dalle Thelazie che si muovono nell’occhio.

Per quanto riguarda la diagnosi, è semplice se ci sono parecchie Thelazie e queste sono fuori dal sacco congiuntivale, ma se ci sono le forme giovanili più piccole e stanno ben nascoste, è difficile vederle. Normalmente le si vede muoversi proprio sull’occhio.

Terapia

La terapia della Thelazia prevede la rimozione manuale di tutti i nematodi. Si mette dell’apposito collirio anestetico al cane e tramite delle pinzette si prendono una a una tutte le Thelazie. A volte per stanarle è necessario anche irrigare l’occhio con della soluzione salina sterile. Durante questa manovra è indispensabile che il cane stia fermo. In caso di cani molto agitati o aggressivi, potrebbe essere richiesta una leggera sedazione.

Dopo aver rimosso tutte le Thelazie visibili, si procede con la terapia medica, fondamentale per le micro Thelazie, quelle che non si riescono a vedere a occhio nudo. Di solito si utilizza l’Advocate spot on della Bayer, efficace al 90%. Prima di questo si utilizzava l’Ivermectina, tuttavia ricordo che il farmaco non è registrato per i cani e può essere tossico per i cuccioli e i Collie. Maggiormente efficace risulta il Guardian, sia sotto forma di compresse somministrate una volta al mese sia sotto forma di iniezione che dura sei mesi.

Utile potrebbe poi essere applicare al cane anche dei repellenti contro le mosche e le zanzare. Ancora più utile è controllare periodicamente gli occhi del cane, soprattutto se vivete in zone dove ci sono parecchi ditteri o se vedete parecchie mosche intorno al cane.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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