Mortalità neonatale in cuccioli e gattini, cause e sintomi

Purtroppo a volte capita che a seguito di un parto, si assista alla mortalità neonatale di cuccioli e gattini: perché intere cucciolate muoiono subito dopo il parto o nei giorni successivi? Scopriamo cosa accade.

Puppy Kitten

Le prime due settimane di vita di cuccioli e gattini sono quelle più a rischio: le maggiori perdite prima dello svezzamento si hanno in questo periodo, anzi, nei primi tre giorni di vita sono anche maggiori. Pensate che fra i partoriti a termine, la percentuale di perdita di cuccioli e gattini si aggira sul 10-30%.

L’unico modo per scoprire la causa della mortalità neonatale è l’esame autoptico, ma utile è anche esaminare l’ambiente dove il cucciolo viveva, lo stato di salute della madre e degli eventuali altri cuccioli o gattini. La vulnerabilità di un cucciolo o di un gattino in questo periodo è dato da due fattori: quello ambientale e quello materno.

Fattori che influenzano il tasso di mortalità

Come dicevamo, sono due i fattori che influenzano il tasso di mortalità nei neonati: quello ambientale e quello materno. Vediamo cosa si intende.

Fattori ambientali

Fra i fattori ambientali ricordiamo:


  • igiene
  • controllo delle malattie infettive
  • mantenimento della temperatura ambientale e dell’umidità idoneo
  • scarsa tranquillità

Troppo spesso cuccioli o gattini muoiono dopo il parto perché magari la madre li allontana da sé e non ci si rende conto che vanno incontro ad ipotermia. Capita spesso nei gattini che hanno perso la madre: non basta nutrirli, bisogna tenerli costantemente al caldo, il che significa che anche di notte bisogna cambiargli la borsa dell’acqua calda e assicurarsi che non siano rimasti all’umido tutta la notte perché si sono fatti la pipì addosso. Non avete idea di quanti cuccioli o gattini arrivano d’urgenza dal veterinario in queste condizioni: sono gelati, impossibile non accorgersi di una cosa del genere!

Fondamentale è anche l’igiene, controllare che altri animali non transitino nei locali dove ci sono la puerpera e i piccoli e la tranquillità dell’ambiente in cui si trova la partoriente.

Fattore materno

La maggior mortalità neonatale si riscontra in madri anziane, sovrappeso o con precedenti patologie in corso. Considerate che fino allo svezzamento i piccoli dipendono in tutto e per tutto dalla madre: se questa non è al top della forma, ecco che aumenta la percentuale di mortalità. Occhio soprattutto alla metrite e alla mastite post partum: in questo caso la madre sta male e il primo segno sono cuccioli o gattini denutriti, malati o trascurati.

Sintomi dei neonati malati

Ecco i sintomi di un cucciolo o di un gattino neonato malato:


  • pianto incessante (il pianto per più di venti minuti non è normale)
  • calo dell’attività
  • calo dell’assunzione del latte materno
  • mancata crescita
  • mantello secco e ruvido
  • perdita della tonicità muscolare
  • apatia
  • respirazione affannosa
  • disidratazione
  • cianosi
  • pallore delle mucose

Cause di mortalità neonatale

E qui troviamo le principali cause di mortalità neonatale:


  • ipotermia: per ambienti troppo umidi o ricchi di correnti, cuccioli o gattini orfani non adeguatamente scaldati dai proprietari, cuccioli o gattini scartati dalle madri
  • ipoglicemia: provoca debolezza, apatia, pianto, bradicardia, dispnea, convulsioni, coma e morte. L’ipoglicemia può essere provocata dall’ipotermia, dalla mancata assunzione del latte materno, nei cuccioli e gattini orfani da poppate fatte dai proprietari troppo distanziate (dovrebbero mangiare giorno e notte ogni 2-3 ore al massimo), da setticemia
  • alterazioni anatomiche: patologie genetiche incompatibili con la vita, malformazioni
  • traumi: tipico da madre che si siede e schiaccia i cuccioli, che lacera il cordone ombelicale e provoca un’ernia, ferite da morso e da cannibalismo in madri stressate o poste in ambienti sovraffollati e rumorosi
  • infezioni: della madre e di altri animali presenti nell’ambiente. Fra le cause infettive più frequenti di mortalità neonatale abbiamo cause virali (Parvovirus, FeLV, Herpesvirus, Adenovirus canino 1, Cimurro, forse Rota e Coronavirus), batteriche (Escherichia coli, Streptococchi, Stafilococchi, Bordetella, Pasteurella, Salmonella, Brucella, Campylobacter), parassitarie (Toxocara, Ancylostoma, Giardia, Coccidi, Cryptosporidium)

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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