Ritrovate un cane? Attenti al reato!


Io ho sempre avvisato a casa: se mai dovessi trovare un cane randagio, che vi piaccia oppure no, io lo porto a casa. Poi tutti i motivi tecnici della cosa non sono mai stati presi in considerazione, partendo dall'eventuale convivenza con il mio cane, un gelosone di prima categoria, ma l'importante era salvare una vita e non farla finire in canile. La mia idea non è così atipica ma è più facile a dirsi che a farsi. In Liguria un uomo è stato condannato per aver "ecceduto" nel voler fare del bene.

Una persona ha trovato questo cane randagio e ha pensato di donarlo a questo amante degli animali che, per comodità chiameremo Mario. Mario ha preso subito a cuore la salute del cane, l'ha fatto visitare e microchippare e l'ha tenuto con sé. Ad un certo punto, però, salta fuori non si sa come il padrone originario del cane che chiameremo per comodità Luigi. Luigi chiede la restituzione del cane ma al rifiuto di Mario la cosa finisce in tribunale. In prima istanza Mario viene condannato per appropriazione indebita. Non solo ha salvato il cane e lo ha dotato del microchip obbligatorio per legge ma si è anche visto accusare di furto come se il cane fosse un oggetto.

Mario ha fatto ricorso e in Cassazione ha vinto la causa. La Corte Suprema ha sia riconosciuto che Mario non poteva sapere chi fosse il padrone del cane non avendo quest'ultimo nessun genere di segno di riconoscimento e che non c'è malafede nel suo operato avendo ricevuto il cane in dono da una terza persona. Per fortuna, ogni tanto, le cose funzionano come dovrebbero.

Via| La Stampa
Foto| Flickr

  • shares
  • Mail