La dermatite da leccamento nel gatto

Oggi parliamo di dermatite da leccamento nel gatto, andando a vedere cause, sintomi e terapia di una malattia molto diffusa, dalle innumerevoli cause e molto frustrante.

Gatti colonia felina

Sì, avete capito bene, frustrante. Per tutti, per il gatto, per il proprietario e per il veterinario. Per il gatto perché ha prurito e si lecca di continuo creandosi delle lesioni da autotraumatismo. Per il proprietario perché di solito pretende che con la bacchetta magica in meno di tre secondi il veterinario guardi la lesioni, consulti la sua sfera di cristallo, indichi diagnosi, terapia e possibilmente il tutto entro tre giorni massimo perché poi si deve partire per le ferie. Per il veterinario perché non possedendo ancora il tricorder di Star Trek, non avendo seguito un corso di Divinazione ad Hogwarts fatica a far capire al sempre più inferocito proprietario (sono passati ben cinque secondi dall’inizio della visita e non c’è ancora stata una diagnosi!) che quella che sembra una banale dermatite, in realtà è l’aspetto che assumono la maggior parte delle dermatiti del gatto, le cui cause sono parecchio variabili.

Cerco di spiegarmi meglio. Nel cane ci sono tantissime cause di dermatite e tantissime forme di presentazione di queste ultime, alcune patognomoniche (cioè specifiche per quel tipo di malattia) e altre meno. Nel gatto disgraziatamente abbiamo più o meno lo stesso numero di cause, solo che la presentazione della lesione è quasi sempre la stessa. Se ancora non mi sono spiegata, immaginate di poter vedere un riquadro della carrozzeria di una macchina rossa, un centimetro per un centimetro. Di questa macchina vedete solo questo pezzettino e null’altro: adesso ditemi di che macchina si tratta. Potrebbe essere una Ferrari come una Cinquecento, voi riuscite in tre secondi a stabilire quale auto sia? E’ la stessa cosa con la dermatite da leccamento.

Cause

Prima di parlare di cause di dermatite da lecca mento nel gatto, andiamo a vedere come si presenta. Sono quattro le forme classiche:


  • prurito al collo o al muso
  • alopecia simmetrica autoindotta
  • dermatite papulo-nodulare
  • dermatite papulo-crostosa

Finito, tutto qui. Tutte le cause di dermatite da leccamento nel gatto portano ad una di queste forme. A questo associate poi il fatto che nel gatto la stessa causa può provocare diverse forme: un’allergia alimentare magari in un gatto causa prurito al collo o dermatite miliare, nell’altro una dermatite crostosa. Capite perché la diagnosi è difficile e il vostro veterinario non può rispondervi dopo soli tre secondi, ma solamente dopo un iter diagnostico lungo e complesso?

Fra le principali cause di dermatite da leccamento nel gatto ricordiamo:


  • atopia
  • dermatite allergica da pulci
  • allergia alimentare
  • complesso del granuloma eosinofilico
  • allergia al morso di zanzara
  • dermatite esfoliativa associata a timoma
  • linfoma cutaneo
  • mastocitoma cutaneo
  • Leishmaniosi (rarissimamente)
  • Malattie autoimmuni
  • Cheyletiella
  • Rogna notoedrica
  • Herpesvirus, Calicivirus, Poxvirus
  • Idiopatico in caso di alopecia del tronco autoindotta
  • Micosi
  • Micobatteri
  • Ascessi

Sintomi

Quali sono i sintomi di una dermatite da lecca mento? Beh, in primis il gatto si lecca di continuo. Già è un animale molto pulito di suo, ma se lo vedete leccarsi dal mattino alla sera, magari con anche presenza di mordicchia mento allora siete di fronte ad un problema. A causa della sua lingua rasposa, la pelle del gatto si irriterà molto velocemente, apparirà arrossata, poi cadrà il pelo: il gatto con la lingua o grattandosi (ricordate che ha unghie più affilate del cane) arriverà a provocarsi delle lesioni sanguinanti, crostose che faranno infezione con anche presenza di pus.

I gatti sono bravissimi a complicare lesioni piccolissime: con unghie e denti continuano a riacutizzare la lesione e ad estenderla e non c’è farmaco che tenga. Se il gatto è in preda ad un forte prurito, potrebbe anche essere più nervoso e aggressivo del solito e mangiare anche di meno.

Terapia

Come facilmente intuibile, la terapia dipende molto dalla diagnosi, solo che non è così semplice arrivarci. Intendiamoci: se vedo un gatto con parecchie pulci, probabile che si gratti per quelle. Ma se non vedo parassiti visibili, allora dovrò esaminare pelle e pelo al microscopio, prendere campioni di pelo e metterli su una piastra per valutare la presenza di micosi, arrivare a fare biopsie cutanee per avere un referto istologico che indichi il tipo di lesione presente, il tutto magari con annessa una visita specialistica effettuata da un dermatologo.

Come di sicuro intuirete tutto questo non può essere effettuato nei soliti tre secondi, a volte ci va più tempo, anche settimane. Questo soprattutto se non si ha la possibilità di effettuare esami collaterali. In linea generale la terapia prevede l’applicazione di antiparassitari esterni, somministrazione di antibiotici in caso di sovrinfezione batterica, antinfiammatori per il prurito, palmidrol o acidi grassi per aiutare la guarigione della cute, farmaci antifungini, bagni medicati appositi, cambio di alimentazione con una dieta ipoallergenica… tutto dipende da quale sia l’ipotesi diagnostica prevalente.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Flickr

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