Socializzazione cani e bambini: un aspetto fondamentale per tutti

Perché un domani i cani adulti siano equilibrati e lo siano anche gli esseri umani, è importante che si conoscano e si frequentino fin da piccoli.

Socializzazione cani e bambini: un aspetto fondamentale per tutti

È molto importante che i cagnolini vedano dei bambini fin dalle loro prime uscite, che si rendano conto che sono piccoli umani e non chissà cosa e che interagiscano con loro. Dall’altro lato è fondamentale che i bambini siano educati nei confronti dei cani: non devono averne paura, ma neppure devono essere sfrenati.

L’ideale è che i cuccioli d’uomo e quelli di cane giochino insieme, correndo, facendo la lotta e via dicendo: i cani, infatti, devono comprendere che i bambini sono dei piccoli esseri umani e che, come tutti i piccoli di ogni specie, non hanno freni inibitori.

Va da sé che i piccoli d’uomo non devono fare del male ai cani, ma se per caso capita una pestata alla coda la cosa importante è continuare a giocare. I cagnolini non vanno tenuti sotto una campana di vetro (nemmeno i bambini…): spesso quando i cagnolotti giocano fra di loro ci vanno giù pesante e possono arrivare a farsi del male, ma sono perfettamente in grado di capire quando sentono un dolore per via di un incidente da gioco e quando invece viene inferto loro del dolore volontariamente. Capita che dopo un sonorissimo urlo che fa agghiacciare il sangue dei presenti, riprendano a giocare senza timore.

È bene, pertanto, che i bambini giochino in piena libertà con i cani, dopo che però sono state date loro delle avvertenze basilari su cose che non vanno fatte nel modo più tassativo (come sollevare i cuccioli per le zampe, infilare dita negli e simili).

Sia chiaro: stiamo parlando di bambini, non di infanti! Bambini abbastanza grandi da capire (cinque-sei anni): non si può lasciare un bambino più piccolo in balia di una cucciolata di cani perché ne risulterebbe terrorizzato!

Questa socializzazione è basilare per i bambini e per i cani. Per quel che riguarda i cani, poi, ricordiamo che solo un adulto che non ha paura potrà ragionare con pacatezza su quello che sta accadendo e non lasciarsi trasportare dall’istinto e, quindi, di intervenire in maniera oculata, senza mordere o fare del male.

Via | Valeria Rossi, Quando il cane abbaia…

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