Mastocitoma nel gatto: come si presenta, sintomi e terapia

Oggi andremo a parlare del mastocitoma nel gatto: si tratta di un tumore non così frequente, ma che può localizzarsi sia sulla cute che negli organi viscerali.

Gatto asciugamano

Oggi andremo a parlare di mastocitoma nel gatto, differenziandolo da quello nel cane: questo perché il tumore si comporta in maniera diversa nel cane e nel gatto. Prima di tutto vediamo di che cosa si tratta.

Cause

Il mastocitoma è un tumore a cellule rotonde che deriva dalle cellule note come mastociti e mast cell: si tratta di cellule che al loro interno contengono numerosissimi granuli, fra cui alcuni di eparina e istamina. Sono cellule che possiamo trovare ovunque nell’organismo.

Nel gatto a dire il vero il mastocitoma non è così frequente, si tratta del 2-3% delle neoplasie segnalate. Sono colpiti di solito i gatti di mezza età o anziani, con una media dei 10 anni e quasi tutti i soggetti colpiti sono FeLV negativi. Al contrario di quanto accade nel cane, il mastocitoma nel gatto contempla sia la forma cutanea che quella viscerale. Pensate che nel 50% dei gatti le due forme co-esistono. Questo significa che se ad un gatto viene diagnosticato un mastocitoma cutaneo, ebbene, nella metà dei casi avrà già dato problemi a fegato o milza. O se scopro un tumore sospetto alla milza, conviene controllare bene che il gatto non presenti noduli cutanei.

Sintomi e comportamento biologico

I gatti che presentano un mastocitoma viscerale hanno problemi sia a livello ematico che a livello dell’apparato gastroenterico, anzi, se sono colpiti il sangue e i vasi linfatici si parla già di mastocitosi sistemica. Questo perché vengono coinvolti sangue, milza, fegato e midollo osseo.

I sintomi di una mastocitosi sistemica sono alquanto vaghi e non specifici:


  • anoressia
  • vomito
  • splenomegalia
  • diarrea
  • palpazione di masse in addome

Di solito quando il gatto viene portato a visita, il mastocitoma ha già dato metastasi al fegato, alla milza, al polmone e ai linfonodi mesenterici. Vomito e diarrea sono tipici della forma gastroenterica. Per quanto riguarda gli esami del sangue, possono essere o del tutto perfetti o presentare anemia con anche presenza di mastociti in circolo, nonché un aumento di basofili, di raro riscontro normalmente.

Se andiamo invece a vedere la forma cutanea, essa si presenta come dei noduli localizzati ovunque sul corpo, con una particolare predilezione per testa e collo. Questi noduli possono essere anche multipli. Per conoscenza, nei gatti si distinguono i mastocitomi di tipo mastocitario (più comuni, colpiscono gatti sopra i 4 anni, di solito si tratta di masse singole) e di tipo istiocitario (tipico dei siamesi al di sotto dei 4 anni, si presentano come masse multiple che talvolta regrediscono da sole).

Terapia

La terapia del mastocitoma del gatto è molto simile a quella del cane. Prima di tutto bisogna asportare l’eventuale nodulo cutaneo: occhio però che la citologia nei gatti può ingannare, perché spesso hanno pochi granuli o hanno cellule fusate che richiamano alla mente i sarcomi, ma sempre di mastocitomi si tratta.

In caso di mastocitosi sistemica il consiglio è quello comunque di asportare la milza, in quanto le prospettive di vita si allungano. A questo si associa la terapia a base di prednisone, da continuare ad opportuno dosaggio per tutta la vita del micio. La terapia con prednisone si adatta bene anche a gatti con la forma gastroenterica.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Fabioluiz

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