Trovata la mamma di Dudù, il cane di Berlusconi: una riflessione, anzi due

Grande enfasi è stata data alla notizia che il settimanale “Chi” ha rintracciato la madre di Dudù, il cagnolino di Silvio Berlusconi. Da questa vicenda a noi è scaturita una riflessione. Anzi due.

Trovata la mamma di Dudù, il cane di Berlusconi. Una riflessione

Dudù, il barboncino bianco che vive con Silvio Berlusconi e la sua compagna Francesca Pascale, è sempre più al centro delle notizie di gossip. Il mondo dell’informazione è affascinato da questo cagnolino che gira tranquillo in casa di Berlusconi. Ripetiamo per sommi capi la sua storia.

Durante la scorsa campagna elettorale, Vittoria Brambilla ha regalato il piccolo Dudù a Francesca Pascale, che aveva espresso il desiderio di avere un cucciolo. Da allora il piccolo Dudù è stato un po’ al centro dei momenti più tesi che hanno visto protagonista Silvio Berlusconi: nel corso delle lunghe attese fra una dichiarazione e l’altra, spesso gli organi di informazione ci hanno fatto sapere quello che Dudù faceva.

Vittoria Brambilla ha anche raccontato di aver preso il piccolo Dudù da amici dell’hinterland milanese: una notizia ghiotta per alcuni giornali, tanto che la rivista Chi è riuscita a trovare la famiglia umana da cui Brambilla ha preso il cucciolo. Si è saputo, quindi, chi sono suo padre e sua madre. Francesca Pascale pare sia lieta della ricostruzione dell’albero genealogico del suo cagnolino, tanto che ha invitato la mamma di Dudù – che si chiama Trilly – e la famiglia amica di Vittoria Brambilla a palazzo. Il papà di Dudù si chiama Rudy e vive in Germania.

Nel leggere quanto scrive Chi ho provato un certo senso di fastidio per le sottolineature sul fatto che Dudù è un cane senza pedigree, che non ha nobili natali e via dicendo. Perché, se avesse avuto un pedigree sarebbe stato “migliore”? O forse peggiore? O più amato? Sono sottolineature che mi provocano fastidio, lo ammetto: è vero, stiamo parlando di un giornale di gossip, ma sappiamo bene quanto un certo tipo di informazioni poi plasmino il modo di pensare. E fare l’equivalenza che il cane migliore è solo quello di razza è molto pericoloso.

Difficile non pensare, poi, a quanto scriveva lo scorso anno un’équipe di ricercatori della George Washington University a proposito degli uomini politici e dei loro animali da compagnia: spesso gli animali domestici vengono impiegati come arma di distrazione di massa. E l’insistenza di questi giorni su Dudù mi sembra che sia proprio la conferma di questa teoria.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail