Jade, la neonata che si chiama come il cane che l’ha salvata

Tutto è accaduto in pochi secondi: un cane, che era a passeggio con il suo amico umano, si è sdraiato accanto a un sacchetto abbandonato in un parco per accudire il contenuto del sacchetto stesso. E quando l’umano si è avvicinato ha visto che nella busta c’era una neonata.

Jade, la neonata che si chiama come il cane che l’ha salvata

Una storia vera ci giunge dall’Inghilterra centrale. Siamo a Birmingham e Jade (in foto), una cagnolotta di nove anni, sta passeggiando in uno dei parchi cittadini (Stechford park, per chi conosce la città) insieme al suo amico umano Roger Wilday, che di anni ne ha sessantotto ed è in pensione.

A un certo punto Jade si blocca, annusa l’aria e si dirige decisamente verso un cespuglio ficcando il naso in mezzo ai rami. Il suo amico Roger capisce che Jade ha trovato qualcosa e si avvicina al cespuglio. Nel frattempo Jade si è sdraiata accanto a un sacchetto di plastica, che si muove. Roger pensa che si tratti di gattini, ma poi dalla busta spuntano delle braccine. E poi l'aria viene squarciata da un pianto a dirotto. Roger Wilday, resosi conto del gesto eroico della sua cagnolina, blocca immediatamanete un passante per dare l’allarme: vengono chiamate le forze dell’ordine che danno istruzioni per mettere al riparo la piccola prima dell’arrivo dell’ambulanza che, quando giunge, porta immediatamente la frugoletta in ospedale.

La piccola era avvolta in una coperta, pesava due chili e settecento grammi e ora, dopo i primi soccorsi prestati in ospedale, sta bene: è sveglia, sorridente, felice e tranquilla. Si sta cercando di risalire alla madre che l’ha abbandonata. Intanto lo staff dell’ospedale ha dato un nome alla piccola umana. E l’ha chiamata Jade, come la cagnolotta che l’ha salvata da morte certa.

Una storia che fa senza dubbio riflettere e che, senza cadere in affrettati giudizi dando la stura a triti luoghi comuni, mette in luce la sensibilità dei nostri amici a quattro zampe e il fatto che troppo spesso noi umani li consideriamo inferiori.

Via | The Mirror / Giornalettismo
Foto | Mirror

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