Poesie sui gatti: la gatta cacciatrice ed Emily Dickinson

Emily Dickinson (1830-1886) in pochi versi ci descrive alla perfezione un gatto (anzi: una gatta) che si prepara a cacciare un uccellino. Sembra quasi di vederla questa micia della sabbia che si muove quatta quatta, che fissa l'uccellino, che è tesa per balzare e, quando lo fa, il pettirosso vola via!

Il gatto dei tempi della Dickinson probabilmente sarebbe rimasta a digiuno; una micia di oggi, invece, troverà una bella leccornia ad attenderla nella ciotola. E il pettirosso, in ogni caso, sarà salvo.

Punta un uccellino e sogghigna
si acquatta; poi, ventre a terra, avanza
corre come priva di piedi
gli occhi fatti grandi come palloni

la mandibola tremante, irrequieta, famelica
i denti a stento trattenuti
balza, ma il pettirosso è balzato per primo.
Ah, micia della sabbia,

maturavano piene di succo le speranze
quasi vi affondavi la lingua
quando la beatitudine tirò fuori cento piedi
e con tutti se ne fuggì.

Foto | Flickr

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