Torna lo Stregatto di Alice nel Paese delle Meraviglie

Il vecchio StregattoDopo il post sui "gattori", era doveroso uno sui gatti d'animazione al cinema. Sì, insomma... sui gattoni animati. La Walt Disney ha prodotto il sequel di Alice nel Paese delle Meraviglie, questa volta in 3D. E già questo ha dato un duro colpo alle mie certezze… Ma lo Stregatto! Quanto è brutto il nuovo Stregatto! Se il caro, vecchio, Gatto del Cheshire sembrava un galeotto allucinato che, assieme alle sue righe, aveva dimenticato anche un calzino rosso in lavatrice, il nuovo sembra un gremlin psicopatico!

Il vecchio Stregatto era un capolavoro: sornione, un po’ toccato, confondeva le certezze vittoriane dell’insopportabile Alice, lasciandola con un sorriso che diventava uno spicchio dell’incostante luna. Cosa farà, adesso? Sbranerà la oramai cresciuta protagonista coi suoi denti acuminati sotto gli occhi del nuovo Cappellaio Matto (col viso di Johnny Depp)?

La moderna industria cinematografica aveva già fatto crollare il mito di Garfield, inserendolo, un po’ goffo, tra esseri umani e reali animali. Ma la scena in cui il gattone arranca distrutto per strada, mentre una carrellata ci svela che la strada percorsa faticosamente fino a quel momento è in realtà di pochi metri, vale l’esperimento.

Per fortuna gli Aristogatti sono ancora quelli di una volta: il sogno di tutti i gattari, una famigliola elegante, composta e di un bianco candeggiato. I gatti “reali” spesso sono più simili a Jena Plissken e al John Belushi-Bluto di Animal House… Tra i gatti aristocratici troviamo anche il persiano de La gang del bosco, che si innamora della puzzola Stella (dopo averla chiamata a gran voce imitando Marlon Brando in Un tram chiamato desiderio). Persiano più puzzola? Certo, visto che il gatto persiano ha quella particolare conformazione del naso che gli menoma l’olfatto! Ma qui “siamo tutti matti”, come diceva lo Stregatto, quindi... dal 3 marzo tutti al cinema a farci sbranare in 3D dall’orrido gatto grassone.

Foto | Flickr

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