Coniglio felice: ma lo è davvero?

Quando possiamo dire che il nostro coniglio è felice?

Nel video vediamo un coniglio felice: ma lo è davvero? Purtroppo gli errori di gestione (molti) saltano immediatamente all'occhio.

Prima di tutto vediamo che c'è un recinto in camera con una gabbietta all'interno: le grate della gabbia sono pericolose se il coniglio tenta di saltarci sopra, incastrandosi malamente le zampine nel tentativo di scendere.

Sembra logico, visionando il video, che la notte la bella coniglietta venga chiusa all'interno di tale recinto. Ora, capisco perfettamente che gli spazi in casa possono non sempre essere adeguati ad accogliere ogni genere di animale, tuttavia chiudereste mai un gatto in gabbia? Anche se il gatto vi salta ovunque magari graffiando diverse cose, lo terreste mai in una gabbia? La risposta in genere è no poiché siamo da sempre abituati a vedere il gatto in libertà. Così dovrebbe diffondersi anche la cultura del coniglio sempre in libertà: è sufficiente infatti mettere la casa a prova di coniglio coprendo i cavi e sollevando da terra gli elementi per lui pericolosi.

Altro errore risiede nell'alimentazione: la coniglietta in questione, se vogliamo proprio dirla tutta, è piuttosto cicciottella e presenta anche un po' il "gozzo" tipico di chi non è sterilizzato. Tuttavia riguardo questa seconda ipotesi non posso esprimermi, quel che è certo è che la piccola è molto rotondetta. Il coniglio è un erbivoro stretto ed è un palese errore di gestione dargli qualsiasi cosa che sia al di fuori della sua dieta a base di fieno e verdure (di base). No a pane secco e mix di semi che sono assolutamente dannosi per i denti e l'intestino del coniglio.

In conclusione: molto c'è da fare per la diffusione della corretta informazione riguardante il coniglio, ricordo, terzo animale da compagnia in Italia. Sicuramente è bello e piacevole vedere un coniglietto felice, dato che questi piccini si accontentano davvero di poco, tuttavia sta a noi essere responsabili quando abbiamo in casa un essere vivente. Se non possiamo farlo vivere dignitosamente, è proprio il caso di prenderlo?

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