Beagle Pain Syndrome: cause, sintomi e terapia della SRMA

Esiste una malattia del cane che si chiama Beagle Pain Syndrome: non è molto conosciuta qui da noi, quindi andiamo a vederne cause, sintomi, diagnosi e terapia.

In realtà Beagle Pain Syndrome è solamente uno dei tanti nomi con cui questa malattia è conosciuta: i primi studi vennero effettuati su Beagle affetti dal problema, quindi il nome alla fine è rimasto. Tuttavia la si conosce anche con i nomi di arterite-meningite steroido reattiva (SRMA), vasculite necrotizzante, sindrome di poliartrite giovanile, meningite cortico-reattiva, meningite suppurativa asettica, meningite sterile purulenta (i nomi sono tutti tradotti dall’inglese). Ecco perché a volte a causa di tutte queste nomenclature si può fare un po' di confusione in letteratura veterinaria.

Cause e sintomi


Beagle

L’arterite-meningite steroido reattiva è di base una malattia immunitaria sistemica caratterizzata da infiammazione delle meningi e delle arterie e che normalmente risponde al trattamento con i corticosteroidi. LA SRMA finora è stata osservata nei Beagle, nei Boxer, nei Bovari del Bernese, nei Weimaraner e nei Retriever e si pensa che alla base possa esserci una predisposizione genetica. Tuttavia possono essere colpiti anche cani di media e grossa taglia di altre razze. La malattia insorge intorno ai 6-18 mesi, ma il range si amplia dai 4 mesi ai 7 anni. Può esordire sia in forma acuta che in forma cronica e come sintomi della Beagle Pain Syndrome riconosciamo:


  • dolore spinale
  • depressione
  • andatura rigida
  • febbre

Come dicevamo prima, questi sintomi derivano da una forma di infiammazione combinata di meninigi e delle arterie meningee. Nei Bovari del Bernese, nei Boxer e negli Akita Inu, a volte, la Beagle Pain Syndrome assume la forma di una poliartrite immunomediata, con dolore e gonfiore delle articolazioni.

Diagnosi e terapia

Purtroppo, come spesso accade in questo genere di malattia, nei cani non esiste un test definitivo che ti dica se il cane ha o meno la SRMA. La diagnosi clinica la si fa tramite i sintomi, l’anamnesi, l’esame fisico e neurologici in combinazione con esami del sangue, analisi del liquor e Tac. In particolare è bene sottolineare come questi esami servano soprattutto per escludere altre patologie che hanno sintomi praticamente identici: ci sono alcune di queste malattie in cui l’utilizzo dei corticosteroidi è controindicato e che richiedono altre terapie.

Una volta che il nostro sospetto di SRMA è confermato (e che abbiamo escluso tutte le altre malattie) ecco che si parte con la terapia a base di corticosteroidi, qui si parla di terapie a dosaggi immunosoppressivi, quindi sensibilmente più alti rispetto a quelli utilizzati come antinfiammatori o per le allergie. In alcuni casi è necessario associare ai cortisonici anche altri farmaci immunosoppressivi, in quanti ci sono forme croniche o refrattarie che non rispondono alla ionoterapia. Ovviamente il trattamento è a lungo termine, quando i sintomi clinici sono controllati, si comincia molto gradualmente a scalare il farmaco fino a trovare la minima dose che tenga i sintomi sotto controlli. Talvolta si arriva a sospendere il farmaco, dopo essere stato scalato poco per volta, ma occhio che le recidive sono molto frequenti.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Gemer

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