Dermatite da Poxvirus nel gatto: cause, sintomi e terapia

Oggi andiamo a parlare di una patologia dermatologica su base infettiva, la dermatite da Poxvirus nel gatto. Vedremo cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Fra le tante cause di dermatite nel gatto, oggi andremo a parlare della dermatite da Poxvirus. Bisogna subito dire che normalmente nei nostri gatti di casa è difficile vedere questo tipo di patologia. Infatti è tipica dei gatti che vivono in campagna o che riescono in qualche modo a venire a contatto con gli animali selvatici che, di fatto, sono il serbatoio di questa infezione. In Italia la dermatite da Poxvirus la si vede soprattutto nel Nord-Ovest.

Causa


Gatto tigrato

La dermatite da Poxvirus del gatto è provocata da un virus della famiglia Poxviridae, genere Orthopoxvirus. Di solito la malattia la si vede in autunno, ma non è detto che non compaia anche in altre stagioni dell’anno. La via di trasmissione è la via percutanea, più raramente si trasmette per via oronasale. Il virus tende a moltiplicarsi nel punto di inoculazione, facendo comparire una lesione primaria. Successivamente il virus migra per via linfatica e arriva in tutto l’organismo, dando le lesioni secondarie.

Dobbiamo sottolineare come la malattia sia una zoonosi: i gatti malati possono contagiare gatti, cani e anche l’uomo. Ecco perché se si ha un gatto che soffre di dermatite da Poxvirus bisogna isolarlo dagli altri animali, manipolarlo con i guanti e disinfettare costantemente l’ambiente in cui vive con ipoclorito di sodio.

Sintomi

Come abbiamo detto, il gatto si infetta tramite ferite inferte da roditori selvatici. Il virus replica in sede e forma una lesione primaria: trattasi di lesione singola, solitamente sita sulla testa, sul collo o sugli arti anteriori e ha la forma di una macula eritematosa che diventa papula, placca o nodulo abbastanza velocemente. Questa placca si ulcera e si formano delle croste.

A distanza di 1-3 settimane ecco che arrivano le lesioni secondarie: macule, papule, noduli distribuiti su tutto il corpo. Anche queste si ulcerano e formano croste. Le lesioni poi si asciugano e nel giro di 3-8 settimane scompaiono, ma residuano comunque delle cicatrici prive di pelo. Talvolta si formano vescicole e ulcere anche in bocca, così come potrebbe esserci un prurito diffuso. Tanto per complicare il quadro esistono poi manifestazioni atipiche: ulcere su lingua e in bocca, stomatiti ulcerative senza lesioni cutanee, edema e necrosi cutanea (se capita sulle dita, si ha la perdita del dito colpito). I gatti colpiti da Poxvirus manifestano anche sintomi sistemici: polmonite, congiuntivite, anoressia, depressione, febbre, anche se spesso sono asintomatici in questo senso. A meno che non ci siano concomitanti sovrinfezioni batteriche, immunodeficienza da FIV o a meno che non siano stati somministrati cortisonici, nel qual caso i sintomi sono più gravi e mortali.

Per quanto riguarda la diagnosi differenziale si fa nei confronti dell’Herpesvirus, del Calicivirus, della FIV, delle infezioni batteriche e micotiche, della micobatteriosi atipica, della nocardiosi, del granuloma eosinofilico e anche dei tumori. La diagnosi definitiva viene emessa solo con esame istologico delle lesioni tramite PCR, la sierologia non consente la conferma, ma solo il sospetto diagnostico.

Terapia

Purtroppo la nota dolente: di base essendo un virus non esiste terapia specifica. Si effettua copertura antibiotica per evitare le sovrinfezioni batteriche secondarie, mentre si possono usare le terapie a base di lisina o di interferone alfa esattamente come si fa per l’Herpesvirus. Va da sé che bisogna trattare anche i sintomi secondari e supportare l’organismo del gatto con fluidoterapia e nutrizione forzata, specie in caso di ulcere i bocca.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria.

Foto | Evapro

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