La gazze non sono ladre, dice la scienza

Un esperimento mostra che alle gazze non interessano affatto gli oggetti che brillano

La scienza ha emesso il proprio verdetto. Le gazze non sono colpevoli delle centinaia accuse di furto nei loro confronti che si sono viste attribuire nel corso degli anni. La credenza popolare che voleva che questi uccelli provassero una specie di impulso irrefrenabile di prendere piccoli oggetti che brillavano che per caso avvistavano non ha alcuna base scientifica. Non rubano anelli né gioielli, come vuole anche una delle avventure di Tintin dal titolo I gioielli della Castafiore. Ancora una volta noi esseri umani abbiamo attribuito agli animali non umani i nostri peggiori difetti, in modo da poter giustificare le nostre malefatte.

Un recente studio portato avanti dalla University of Exeter, nel Devon, UK, ha mandato in frantumi questo mito: anzi l’esperimento ha dimostrato proprio tutto l’opposto di quello che si è sempre creduto, dal momento che le gazze hanno paura dinanzi a un oggetto brillante, dal momento che lo vedono come un potenziale pericolo.

I ricercatori hanno utilizzato diversi oggetti brillanti: viti di metallo, anelli di alluminio come anche u pezzettino rettangolare di alluminio e li hanno messi in mezzo ad altri oggetti simili, che però erano stati verniciati con un colore blu opaco. Inoltre, hanno messo un po’ di cibo a una trentina di centimetri dai cumuli di materiali. Il risultato è stato che nelle oltre sessanta prove portate avanti, solo due gazze hanno preso un oggetto brillante per poi lasciarlo subito dopo. La maggior parte delle gazze, poi, ha mangiato meno pappa se era vicina a oggetti brillanti.

Una gazza

Tony Shepard, direttore della ricerca, ha spiegato che

Non abbiamo trovato alcuna prova del fatto che le gazze provino una potente attrazione verso gli oggetti brillanti. Abbiamo invece scoperto che tutti gli oggetti producevano in loro segni evidenti di neofobia, vale a dire paura di ciò che è nuovo.

Viva le gazze, allora! E abbasso i luoghi comuni che noi umani creiamo ovunque.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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