Gatto con alito cattivo: cause e cosa fare in caso di alitosi felina

Che ne dite se oggi andiamo a parlare di alito cattivo nel gatto? Vediamo quali sono le principali cause, sintomi, diagnosi e terapia dell’alitosi felina.

E’ bellissimo quando il gatto decide di darti i bacini. O anche quando ti svegli di notte e lui sta dormendo con la testina appoggiata sul cuscino vicino alla tua. Non è altrettanto bene quando l’alito del nostro micio è piuttosto pesantuccio, anzi, diciamocela tutta: a volte l’alito dei nostri gatti puzza di marcio in una maniera terribile, rischi di farti le meche bionde. Scherzi a parte, andiamo a vedere le principali cause di alitosi nel gatto e cosa possiamo fare.

Cause di alitosi nel gatto


Gatto sfinge

L’alito cattivo è un problema molto diffuso nei gatti, diciamo che di solito non è un problema sanitario che mette a rischio la vita del gatto, però comunque vale la pena di essere indagato e risolto. Un po’ per una più facile convivenza, un po’ perché a volte un odore particolare dell’alito del micio può essere la prima spia di una patologia emergente.

Spesso si pensa che l’alitosi nel gatto possa dipendere da problemi digestivi, tuttavia non è proprio corretto: di norma l’esofago è chiuso, tranne quando si mangia, quindi difficilmente odori dallo stomaco riescono ad uscire all’esterno. E’ vero però che se del cibo ristagna nell’esofago, ecco che potremmo sentire l’odore proveniente dalla putrefazione del cibo qui localizzato. Però non si tratta certo dell’evenienza più frequente.

Molto più probabile che la causa dell’alitosi vada ricercata in problemi situati in bocca come gengivite, stomatite, parodontite, ulcere, placca, tartaro. E non dobbiamo dimenticare le neoformazioni in bocca, la presenza di corpi estranei o gli odori particolari che indicano patologie sistemiche: vedi per esempio l’odore agliaceo da ascaridi, l’odore di pesce marcio da uremia in corso di insufficienza renale o ancora l’odore fruttato di gatti con diabete mellito.

Cosa fare

Ma cosa fare se il gatto ha l’alitosi? Beh, se si sospetta un problema di ristagno di cibo bisogna andare ad indagarne la causa. In caso di gengivite, stomatite, parodontite oltre alle normali terapie antibiotiche e antinfiammatorie volte a migliorare l’infezione e l’infezione, si possono somministrare anche cibi appositi, ce ne sono di diverse marche, si va da quelli ipoallergenici a quelli studiati appositamente per i problemi del cavo orale, passando anche per i cibi iperdigeribili. Se il problema è il tartaro e una correlata piorrea, vale la pena considerare l’idea di fare una bella detartrasi per rimuovere il tartaro, i denti ormai marci e poi somministrare dei cibi per mantenere i denti puliti o, meglio ancora, pulire noi stessi i denti del gatto con gli appositi prodotti. Questo a patto che il gatto non vi stacchi un dito durante tutta questa manovra.

Più problematico il caso di stomatiti causate da calicivirus, herpesvirus, granuloma eosinofilico: in questi casi si può optare per diversi protocolli, fra cui anche l’asportazione dei denti e l’utilizzo dell’interferone, il protocollo varia a seconda della causa del problema, della gravità della situazione e del numero di recidive. In caso invece di insufficienza renale o di diabete bisognerà ovviamente correggere il problema primario.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | danja

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