Una figlia dell’orsa Daniza da tre anni è segregata in Trentino

Da maggio 2011 una delle figlie dell’orsa Daniza è rinchiusa in un centro del Trentino perché ritenuta pericolosa

Non ci sono le condizioni per liberarla. È troppo pericolosa. Dobbiamo tutelare il progetto e la salvaguardia della popolazione è un passaggio fondamentale e non eludibile.

A parlare è Maurizio Zanin, dirigente dell’ufficio foreste e fauna della Provincia di Trento. E si riferisce a un’orsa – nome in codice DJ3 – che vive segregata in Trentino da ben tre anni ed è destinata a rimanerci fino alla morte, il che vuol dire almeno altri trent’anni buoni. Quest’orsa è figlia di Daniza, uccisa a settembre come ben ricorderete.

Daniza, storia di un destino già scritto

Se Daniza non fosse morte a seguito dell’iniezione di anestetico, sarebbe finita nella stessa recinzione in cui vive la figlia. Un appezzamento di terreno di tremila metri quadrati di proprietà della Provincia di Trento, a Casteller, diviso in due gabbie di ferro con un filo elettrificato: è il luogo in cui finiscono gli orsi ritenuti "problematici" e "irrecuperabili" e vi vengono rinchiusi dagli agenti del corpo provinciale dell’ufficio foreste e fauna.

DJ3, l’orsa figlia di Daniza, è in quella gabbia dal maggio 2011: “Fu deciso di catturarla dopo quindici tentativi di rieducazione”, chiosa Zanin, che poi continua: “Per noi è un intervento estremo: nella gran parte dei casi problematici, tentiamo la strada della rieducazione, ma stavolta non era possibile. Ma quando i plantigradi minacciano i centri abitati, siamo costretti a intervenire duramente”. Il che ci porta a pensare con quali criteri sia stata portata avanti la ri-popolazione della zona: è del tutto naturale che un orso se ne vada in giro per monti e boschi e se in queste zone ci sono centri abitati l’incontro/scontro è inevitabile. Chissà, forse qualcuno pensa che gli orsi siano dei peluche che stanno dove li si mette…

Tuona giustamente Gianluca Felicetti, presidente nazionale della Lega Anti Vivisezione:

È assurdo tenerla reclusa, significa maltrattare un animale protetto, tutelato da norme europee. Rappresenta il tradimento del progetto che hanno sottoscritto. Abbiamo chiesto più volte di entrare in quel centro per vedere quanti animali ci sono e come vengano trattati. Ma nonostante le tante richieste inviate al presidente della Provincia, Ugo Rossi, non siamo mai stati autorizzati. Ora chiediamo che sia una commissione di esperti a valutare le condizioni di salute di DJ3 e il suo immediato reinserimento in natura.

E conclude:

Non hanno certo chiesto a questi orsi di venire a ripopolare il Trentino. Possono sempre portarli altrove.

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