Dermatite da FIV nel gatto: sintomi e terapia

Abbiamo già parlato di FIV, ma oggi andremo a concentrarsi su un aspetto particolare di questa sindrome da immunodeficienza felina: la dermatite da FIV nel gatto, andando a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia.

Siamo abituati a parlare di FIV per quanto riguarda l’immunodeficienza, lo sviluppo di forme di linfomi, tuttavia il virus della FIV può causare diverse sindromi, fra cui anche una forma di dermatite. Un po’ come succede con l’Herpesvirus, normalmente lo associamo alle forme di rinotracheite, ma a volte causa anche forme di dermatite. Ecco perché oggi andremo a parlare di dermatite da FIV nei gatti, andando a vedere cause, sintomi, diagnosi e terapia. Anche se a dire il vero non c’è molto che si possa fare se un gatto sviluppa questo particolare tipo di dermatite.

Cause e sintomi


Gatto tricolore

Il virus dell’immunodeficienza felina o FIV fa parte della famiglia dei Retroviridae, genere Lentivirus e si trasmette di solito tramite il contatto massivo di sangue o l’accoppiamento. Abbiamo già parlato nel dettaglio della patogenesi e dei sintomi della FIV nell’articolo specifico che vi abbiamo dedicato, qui riprendiamo solo qualche concetto che ci sarà utile per spiegare la genesi della dermatite da FIV.

All’inizio le prime fasi della malattia non danno grossi sintomi, spesso il proprietario non si accorge che c’è un problema. Tuttavia con il passare del tempo la FIV può originare diverse sindromi e patologie, le più comuni e frequenti sono per esempio le infezioni opportuniste secondarie, le stomatiti croniche, linfomi B (la FeLV di solito invece provoca linfomi T), carcinoma squamocellulare, tumori mieloidi, sarcomi, uveite e corioretinite (anche la FIP le provoca), disturbi neurologici, diabete mellito, ipertiroidismo, anemia, leucopenia, insufficienza renale.

Ebbene, per quanto riguarda la dermatite da FIV, non è che proprio esista una forma specifica riguardante questa infezione, ma il problema è che gatti con la FIV spesso e volentieri sviluppano una forma di infezione cutanea secondaria all’immunodepressione. Quindi ecco comparire più facilmente forme di follicolite batterica, micosi, rogna demodettica, rogna notoedrica.

In questi casi la sintomatologia e le lesioni saranno più gravi rispetto ai gatti con le medesime malattia, ma FIV-negativi e anche la risposta alla terapia sarà peggiore. Altre forme associate alla FIV sono la paronichia batterica e presentano una maggior presenza cutanea di Malassezia. Ancora avremo ascessi sottocutanei, infezioni da poxvirus, dermatiti nodulari da micobatteriosi, nocardiosi, Actinomices o anche da funghi, come la Criptococcosi, l’Istoplasmosi, la Feoifomicosi e la Pitiosi.

Per quanto riguarda l’associazione fra la FIV e la pododermatite linfoplasmacellulare e la condrite plasmacellulare dei padiglioni auricolari, al momento mancano prove scientifiche della loro correlazione, ma se vedete un gatto con una di queste due patologie è molto probabile che sia FIV-positivo.

Diagnosi e terapia

Per quanto riguarda la diagnosi, bisogna da una parte effettuare i test sierologici per la FIV e dall’altra effettuare biopsia ed esame istologico delle lesioni, incluso l’esame colturale con antibiogramma: è l’unico modo per stabilire la causa esatta del problema. E ora la nota dolente: visto e considerato che non esiste terapia per la FIV (a meno di non tentare la strada dell’interferone felino che pare possa migliorare i sintomi), ecco che anche la cura di queste patologie potrebbe subire dei rallentamenti in quando contrastata dall’immunodepressione provocata dalla FIV. E mettete in conto che le recidive sono all’ordine del giorno.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | vivatier

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