Giornata del gatto nero 2014

Il 17 novembre di ogni anno si festeggiano i gatti neri, per smontare tutte le superstizioni e i luoghi comuni su di loro

Si celebra oggi la Giornata del gatto nero, una giornata particolare dedicata a questi bellissimi gatti che, purtroppo, sono spesso vittima di pregiudizi e luoghi comuni che li hanno resi invisi a molti. Non si tratta di una stupidaggine dei tempi andati ma, come dimostrano le notizie che spesso leggiamo sui giornali, di una triste realtà.

Ma noi di Petsblog lo sappiamo benissimo: i gatti neri sono animali splendidi e il fatto che siano neri (o comunque scuri) non li rende diversi dagli altri gatti chiari. O forse sì: perché, bisogna dirlo, i gatti neri sono bellissimi, molto più degli altri gatti, e hanno una sinuosità e una flessuosità che spesso rasenta il divino.

La scelta del 17 novembre è duplice: il mese di novembre non è certo dei più allegri, visto che si apre con la celebrazione dei defunti e poi, di fatto, è il mese più grigio che ci sia (dicembre, anche se invernale, porta con sé la gioia del Natale e ottobre sa ancora di estate). Il numero 17, come è noto, è considerato un numero sfortunato: se lo provate a scrivere in numeri romani ottenete XVII che è l’anagramma di VIXI, in latino prima persona singolare del perfetto del verbo vivere, quindi vissi (e ora sono morto). Tutto questo insieme di fattori ha fatto sì che si scegliesse la data del 17 novembre per festeggiare i gatti neri e la loro bellezza senza tempo, a dispetto dei luoghi comuni e delle superstizioni che sono totalmente infondate.

La sfortuna di essere un gatto nero nell’era del selfie

E noi di Petsblog per celebrare il gatto nero prendiamo in prestito le parole del poeta Rainer Maria Rilke:

Anche il fantasma evanescente è vero.
Se un giorno riesci a intravederlo suona.
Questo nero sipario copre invece
lo sguardo acuto delle tue pupille,
come cella ovattata che ad un tratto
spezza veloce e insieme dissolvente
il terribile grido di un demente.
Sembra il custode antico di ogni sguardo
che vuol celato in lui:
tutti li stringe a sé
per sonnecchiarvi sopra,
ostile e pigro
del tutto in sé racchiusi, il lungo giorno.
Ma se a un tratto si desta
e volge il muso in pieno
volto, e ti guarda fissamente
ritrovi allora il lampo del tuo sguardo
nelle tonde pupille - misterioso -
chiuso in quell’ambra come morto insetto.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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