Il lupo e il filosofo: la storia del profondo rapporto tra Mark Rowlands e il lupo Brenin

Il lupo e il filosofo è uno di quei libri sul rapporto uomo-animale che lasciano un segno profondo

La convivenza con cucciolo può riservare sorprese e momenti di smarrimento: lo sa chi ha deciso consapevolmente o meno di accogliere in casa un piccolo di un’altra specie; ma se è di lupacchiotti che si parla l’eventualità diventa una certezza incontrovertibile.

I lupi sono animali assertivi e tutt’altro che controllabili: con loro l’addestramento comportamentale così come lo conosciamo per i cani, non porta frutto. Il lupo non accetta imposizioni, ubbidisce per convinzione, non per costrizione e con il suo approccio lineare e limpido nei confronti dell’esistere del tutto inconsapevolmente modella il carattere del suo padrone introducendolo a ripensare non solo la vita, ampiamente intesa, ma l’intera esistenza della sua specie “scimmiesca”. Così Il lupo e il filosofo. Lezioni di vita dalla vita selvaggia di Mark Rowlands dalla semplice narrazione di un’avventura si trasforma in un profondo argomentare sugli aspetti più intimi della natura umana e dei rapporti con quello che per millenni ha rappresentato l’essenza stessa del male: il lupo.

Brenin (re in lingua gallese) e Mark si scrutano, si annusano, si intendono e iniziano una convivenza unica nel suo genere. Lui, professore di filosofia, non si separa mai dallo splendido esemplare di lupo ogni volta più ingombrante, a tutta prima per evitare disastri in casa: tappeti distrutti, mobili spostati e poltrone trascinate “per gioco” in giardino, poi per schietto attaccamento.

Okay, Brenin, io ti porterò con me ovunque andrò: alle lezioni, all’allenamento di rugby dopo le lezioni e alle partite durante i weekend, che siano in casa o in trasferta.

Mark Rowlands, Il lupo e il filosofo. Lezioni di vita dalla vita selvaggia

È esilarante provare a immaginare lezioni di filosofia in cui la voce del prof viene di tanto in tanto contrappuntata dal lungo ululato di Brenin. Sembrerebbe un’azzeccata strategia di marketing, se non fosse la verità.

Il libro prende avvio dopo la morte di Brenin e ripercorre a ritroso una parte significativa della vita, umana e professionale, di Mark che con delle riflessioni complesse, mai astruse apre non poche finestre nelle coscienze troppo spesso assopite quando si tratta di rapporti fra specie.

Durante le nostre corse mi resi conto di una realtà profonda che induceva umiltà: ero in presenza di una creatura che, sotto la maggior parte degli aspetti, era indubbiamente, palesemente, irrimediabilmente e categoricamente superiore a me.

Mark Rowlands
Il lupo e il filosofo
Lezioni di vita dalla vita selvaggia

Mondadori, 2011
pp 228, euro 10

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