Quanto è davvero utile Telethon?

Luci (di scena) e tante ombre (reali) sulla fondazione Telethon

Nello scorso week-end ha avuto luogo, come tutti gli anni dal 1990, la "Maratona Telethon". Per i pochi che non sanno di cosa si tratti è una raccolta fondi mediatica creata dalla Fondazione Telethon, fondazione creata oltre venti anni fa da Luca Cordero di Montezemolo. Lo scopo della Fondazione è raccogliere fondi da destinare alla ricerca sulle malattie genetiche ed in particolare di quelle in età pediatrica.

Nonostante l'aspetto puro della fondazione e il nobile scopo, sulla sua reale efficacia ci sono non poche ombre. Stefano Fuccelli, presidente del Partito Animalista Europeo, ha voluto, anche quest'anno, far conoscere un po' di numeri di Telethon, quei numeri che nelle trasmissioni si guardano bene dal farvi conoscere: 2500 progetti, 405 milioni spesi, 459 malattie finanziate, 9380 pubblicazioni ma i farmaci realizzati sono uguali a zero.

In questi anni abbiamo assistito in Italia a un aumento esponenziale delle malattie genetiche e quelle rare che interessano circa 50.000 pazienti in età pediatrica. La ricerca utilizza metodi sbagliati quale la sperimentazione animale, euristica pratica non predittiva per il genere umano, visto che le malattie oggetto della mission della Fondazione sono in aumento esponenziale. Il direttore generale Telethon, Francesca Pasinelli dovrebbe avere l'onestà intellettuale e morale di dire la verità ai propri donatori ma si sa che gli interessi economici vanno oltre l'etica.

Tutti noi sappiamo quanto inutile e sbagliata sia la vivisezione o, se volete dirla in maniera "politicamente corretta" la sperimentazione animale. Condividiamo con Fuccelli la richiesta che venga fatta effettivamente chiarezza sui risultati concreti a cui porta la raccolta fondi. Crediamo che, a differenza di chi guadagna soldi scrivendole, ai malati non servano a nulla 9380 pubblicazioni. Ai malati servono medicine utili per guarire.

In conclusione, poi, voglio farvi notare una cosa, terribile ma realmente concreta: nessuna azienda farmaceutica creerà mai un farmaco se non può averne un profitto. Secondo la loro analisi, questo genere di malati sono troppo pochi per giustificare un investimento. Ergo tutti quei soldi non porteranno mai a nulla. Perché, magari, non investirli in una ricerca migliore (senza cavie animali) e nel supporto attivo al benessere dei malati e delle loro famiglie?


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Via| ASI

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