Coronavirus, focolaio in un allevamento di visoni in Olanda: l’appello della Lav

Coronavirus, focolaio in un allevamento di visoni in Olanda: l’appello della Lav

Il nuovo coronavirus è purtroppo protagonista di un nuovo salto di specie, questa volta - dall’uomo a dei visoni, allevati in Olanda per le pellicce. Ecco cosa spiegano gli esperti della Lav.

Il coronavirus è protagonista di un nuovo salto di specie, questa volta dall’uomo all’animale, e più esattamente ai visoni allevati in Olanda per la produzione di pellicce.

Secondo quanto emerso, sembra infatti che alcuni operatori di due allevamenti di visoni avrebbero manifestato i sintomi del Covid-19, ed un numero significativo di questi animali avrebbe riportato gravi difficoltà respiratorie, facendo aumentare anche la mortalità negli allevamenti. A quanto sembra i visoni sono risultati positivi al SARS-CoV-2.

Quella emersa in Olanda è una situazione che potrebbe interessare anche il nostro Paese, come spiegano i membri della Lav, i quali hanno chiesto al Ministero della Salute e al Comitato tecnico scientifico della Protezione civile di verificare le condizioni di salute dei visoni in Italia.

Nel nostro Paese si trovano circa 20 allevamenti, localizzati soprattutto in Lombardia, in Veneto e in Emilia Romagna.

Il sistema di allevamento dei visoni (e in generale degli animali “da pelliccia” come volpi e cani-procione, noti commercialmente come Murmasky), non rispetta in alcun modo la natura di questi animali e rappresenta un chiaro esempio del distorto rapporto tra uomo e animali. Essendo anche animali selvatici, peraltro, l’allevamento dei visoni dovrebbe essere immediatamente vietato

spiega Simone Pavesi, Responsabile LAV Area Moda Animal Free, aggiungendo che, negli allevamenti, i visoni non hanno la possibilità di nuotare e vivono in gabbie di rete metallica piccolissime. Lo stress estremo a cui sono sottoposti questi animali (che in natura possono arrivare a 4/5 anni, mentre non superano i 9 mesi in gabbia) li porta ad assumere comportamenti innaturali, come mordere la coda o le zampe, arrivando anche a mutilarsi. Tutto questo accade perché ancora troppe persone non riescono a rinunciare a una inutile e crudele pelliccia.

In Parlamento la proposta di legge LAV è bloccata ormai da troppi anni. È giunto il momento di avviarne l’iter di approvazione per introdurre, anche in Italia, il divieto all’allevamento di visoni e altri animali per la produzione di pellicce.

Foto di 272447 da Pixabay

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