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Gattari da legare: Festa del gatto, una giornata non troppo particolare

Gattari da legare: Festa del gatto, una giornata non troppo particolare

Ogni anno, verso il 13, il 14 di febbraio, qualcuno mi ricorda che il 17 sarà la Festa del gatto. Ogni anno, verso il 13, il 14 di febbraio, casco dalle nuvole.

Non lo ricordo mai. Ma come, direte voi, sono cinque anni che ci rompi l’anima coi tuoi gatti, quello che fanno, quello che mangiano, quello che distruggono, e poi non ti ricordi della loro festa? No.

Ricordo i compleanni veri o presunti di ciascun gatto (non li ho visti nascere: avendo fatto sterilizzare tutti generalmente li ho adottati già svezzati), ricordo gli onomastici di quelli con nomi più comuni (al sud ci teniamo, agli onomastici), ma non ricordo la data della Festa del gatto.

Il cervello lavora in modo strano. In linea di massima, essendo febbraio il mese più freddo dell’anno, tendo a rimuoverlo integralmente. Forse non è nemmeno vero che febbraio è il mese più freddo dell’anno, ma di sicuro è quello in cui la mia sopportazione di pioggia, neve, freddo e nebbia tocca il fondo. La mia famiglia arriva all’ultimo mese dell’inverno raffreddata, coi reumatismi, con le mani e le labbra screpolate a causa delle uscite anche notturne per controllare la colonia.

A febbraio abbiamo ultimato scatoloni e teli plastificati, le coperte lavate e rilavate si sono infeltrite e le cucce sono arrivate a fine corsa. Avete presente i documentari sugli animali magri e un po’ rintronati al risveglio dal letargo? Ecco, i gattari a febbraio sono così: gli occhi sbarrati, il pelo arruffato, le riserve di grasso intaccate. Tranne sulle cosce: quelle riserve di grasso a me l’inverno non le intacca mai.

In inverno la mia famiglia viene difficilmente a trovarmi: “Non posso lasciare tua madre/sorella da sola. Ha bisogno di una mano per badare ai gatti”. Chissà: se la festa del gatto fosse a marzo, forse me ne ricorderei.

Già so che tra un po’ qualcuno posterà sui miei profili dei social network messaggi del tipo “auguri, gattara!”, e io fingerò di essermene ricordata. Poi, stasera, chiamerò mia madre e le dirò: “Mamma, è la Festa del gatto!” “Quale gatto?” “No, tutti i gatti. Tipo festa della mamma o del papà…” “Ah. Ma a casa nostra è sempre la festa del gatto. Anzi, ti richiamo tra 10 minuti, ho da fare. Devo farli mangiare”. Buona giornata uguale a tutte le altre, gattari miei.

Foto | Flickr

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