Differenza fra antibiotico e antinfiammatorio

Oggi andremo a vedere la differenza fra antibiotico e antinfiammatorio, non solo la stessa cosa e onde evitare di fare pasticci con le terapie è bene conoscerla.

Differenza fra antibiotico e antinfiammatorio - Non dico che dobbiamo essere tutti esperti di farmacologia (non mi riferisco solo a quella veterinaria, la differenza fra antibiotico e antinfiammatorio è qualcosa che accomuna sia la farmacologia umana che quella veterinaria), tuttavia almeno sapere a cosa servono gli antibiotici e a cosa servono gli antinfiammatori è utile per un proprietario di pet. Si tratta di cultura di base che vi consente di evitare di fare pasticci con le terapie. Questo perché spesso capita che il veterinario prescriva qualcosa, il proprietario va a casa, scopre che aveva a casa altri farmaci, decide di testa sua di cambiarli e si scopre poi quando la situazione peggiora che quell’antibiotico che il veterinario aveva prescritto non è mai stato somministrato perché il proprietario gli ha dato quell’altro farmaco che aveva dalla volta precedente e che era avanzato. Peccato che magari tale farmaco fosse un antinfiammatorio e quindi assolutamente non adatto al problema in corso. Conoscere la differenza evita anche al veterinario di dover spiegare per la millesima volta perché è importante che quel cane prenda in contemporanea antibiotico e antinfiammatorio: no, non sono la stessa cosa, se fosse stato possibile prescriverne solo uno il veterinario lo avrebbe fatto, se vi dà due prodotti è perché quel cane ha bisogno di due prodotti che lavorino in sinergia.

Che cos’è e a cosa serve un antibiotico


Farmaci antibiotici antinfiammatori

L’antibiotico è una sostanza prodotta da un microrganismo o una sostanza di sintesi capace di uccide altri microrganismi. In questo caso gli antibiotici sono indicati contro i batteri, tuttavia ci sono alcuni antibiotici che agiscono anche contro rickettsie e protozoi. L’antibiotico è capace o di uccidere i batteri (si parla di battericidi) o di bloccarne la proliferazione (si parla di batteriostatici). Gli antibiotici non hanno effetto contro i virus: quando in caso di gravi infezioni virali si somministrano antibiotici è per bloccare le complicanze batteriche secondarie (vedi gli antibiotici usati in veterinario in caso di cimurro, parvovirosi o herpesvirus nel gatto: nei primi casi si somministrano non per il virus, ma perché molti cani muoiono per le complicanze batteriche secondarie; nel caso dell’herpesvirus l’antibiotico serve a parare le infezioni batteriche secondarie, ma il virus farà comunque il suo decorso).

A proposito di antibiotici battericidi ricordiamo penicilline, cefalosporine, vancomicina, aminoglicosidici, chinolonici e polimixine, mentre batteriostatici sono eritromicina, tetracicline, cloramfenicolo, clindamicina, lincomicina, claritromicina, azitromicina e sulfamidici. La storia degli antibiotici nasce ufficialmente con la scoperta accidentale della penicillina nel 1928 da parte di Alexander Fleming, anche se già le culture greche, egiziane e cinesi si erano accorti che alcune muffe o piante erano in grado di curare le infezioni.

Gli antibiotici agiscono contro i batteri in diversi modi: possono distruggere la parete cellulare dei batteri, si concentrano sulla membrana plasmatica, interferiscono con la sintesi degli acidi nucleici, interferiscono con la sintesi proteica, interferiscono col metabolismo energetico.

Che cos’è e a cosa serve un antinfiammatorio

I farmaci antinfiammatori sono farmaci che servono a ridurre e bloccare il processo infiammatorio. Sono tre le azioni che esplicano questi farmaci: azione antinfiammatoria propriamente detta, azione analgesica (antidolorifica) e azione antipiretica (contro la febbre). Ogni farmaco antinfiammatorio è più o meno attivo in una di queste categorie: prendiamo per esempio il paracetamolo, ha un’ottima azione antipiretica, ma non alta antinfiammatoria e direi media come antidolorifico; un ibuprofene ha una maggior azione antinfiammatoria e antidolorifica, ma meno antipiretica rispetto al paracetamolo. Ma dal punto di vista veterinario paracetamolo e ibuprofene NON ci interessano perché NON si somministrano a cani, gatti, conigli, furetti e qualsiasi altro animale vi venga in mente perché sono tossici e letali anche dopo una singola somministrazione. Era solo per farvi un esempio.

I farmaci antinfiammatori si distinguono in due macro categorie: i farmaci antinfiammatori steroidei e i farmaci antinfiammatori non steroidei. I farmaci antinfiammatori steroidei sono i cortisonici, i farmaci antinfiammatori non steroidei sono i FANS (questi bloccano la produzione di prostaglandine, mediatori dell’infiammazione inibendo l’enzima ciclossigenasi). Non sono la stessa cosa, hanno indicazioni terapeutiche e limiti di tolleranza ben diversi e quindi non sono intercambiabili.

La dottoressa veterinaria Manuela risponderà volentieri ai vostri commenti o alle domande che vorrete farle direttamente per email o sulla pagina Facebook di Petsblog. Queste informazioni non sostituiscono in nessun caso una visita veterinaria. Ricordiamo che Petsblog non fornisce in nessun caso e per nessun motivo nomi e/o dosaggi di farmaci.

Foto | epsos

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